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ROMA – Domani per le nove è convocato  il Consiglio dei ministri per esaminare il testo di legge sulla cosiddetta riforma della giustizia. Si tratta di un provvedimento fondamentalmente punitivo per i magistrati, che Berlusconi ha voluto e imposto, come sempre, alla sua maggioranza dopo l’inchiesta su Ruby, il cui dibattimento si aprirà il 6 aprile. Napolitano si mostra irritato con il Governo perché il testo della legge costituzionale gli viene illustrato soltanto il giorno prima della presentazione in Consiglio dei ministri.

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ROMA – Lo sa benissimo anche lui, il Caimano, che un disegno costituzionale in materia di giustizia ha bassissime probabilità di trovare una realizzazione fattiva, cioè di diventare legge costituzionale ed avere efficacia. Oggi come oggi, la campagna di compravendita di deputati (mai vista nel nostro Parlamento dal 1948 ad oggi) gli consente forse di approvare una legge ordinaria, pur fra mille difficoltà, con una maggioranza raccogliticcia che si regge grazie a deputati eletti fra le fila dell’opposizione (ma non è un “ribaltone” perché è tale, nella sua strabica ottica, soltanto quando i deputati passano dalla maggioranza all’opposizione) ma non certo una legge che modifica la Costituzione, che ha bisogno, oltre che di una doppia lettura, di una maggioranza di due terzi per essere approvata senza un referendum confermativo.

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ROMA – Puntuale come la morte, Berlusconi ha messo sotto il suo governo personale ed ha fatto approvare ai suoi ministri imbelli una relazione preliminare esposta dal ministro Alfano che prevede la riforma costituzionale della giustizia. Entro due settimane si terrà un consiglio dei ministri straordinario per approvare definitivamente il disegno di legge.

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Viene violato l'art.3 della Costituzione secondo cui la legge è uguale per tutti. Mentre un povero clandestino sorpreso a vendere per campare verrà giudicato per direttissima, un ladro di Stato per miliardi di euro se la caverà senza alcuna sanzione, o con una sanzione che arriverà dopo la sua morte. La giustizia ritardata è giustizia denegata.

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ROMA - Giorgio Napolitano è intervenuto oggi al 30° congresso dell'Associazione nazionale magistrati.

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Il vice presidente del Csm durante una assemblea nel capoluogo pugliese ha criticato fortemente il Governo per il riassetto della magistratura che vorrebbe attuare. Contestualmente ha invocato un  aumento nella spesa per la giustizia e l’assunzione di nuovo personale

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