Sabato, 06 Settembre 2014 19:54

Leone d’oro a “Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza” di Roy Andersson

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VENEZIA (nostro inviato) -  En Duva Satt På En Gren Och Funderade På Tillvaron, tradotto nell’inglese A Pigeon Sat On a Branch Reflecting on Existence (Un Piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza),  nato dal genio di Roy Andersson è il Leone d’oro di Venezia 71. Una sorpresa rispetto ai rumori che davano per certo la prevalenza di altri titoli.

Il film è stato applaudito dalla stampa, soprattutto da quella internazionale, cosa non accaduta con il film di Martone su Leopardi. The Guardian lo aveva così definito “un film brillantemente distinto che nessun altro poteva fare”, mentre il Telegraph “gli sketch fumettistici di Roy Andersson potrebbero anche essere intraducibile cinema, ma sono il paradiso”.  Il film si è meritato, tra gli altri,  anche gli elogi di Foglio e Messaggero e molte testate online.

“Un piccione seduto su un ramo” è ambientato in un non precisato paese occidentale, dove un venditore e un hundicappato mentale intraprendono un viaggio. Nel percorso  incontri e situazioni inaspettate offrono allo spettatore una visione originale sulla società odierna, caratterizzata da grande vanità. L’autore in conferenza stampa aveva affermato che il film è un mix di  romanzi classici: Don Chisciotte di Cervantes, Uomini e Topi di John Steinbeck e Delitto e Castigo di Dostoevskij. Quest’opera è anche l’ultima di una trilogia,  i precedenti film sono Sånger från andra våningen (Songs from the Second Floor, 2000) e Du Levande (You, the Living, 2007).

Situazioni quotidiane e fuori del comune ritraggono, secondo Andersoon,  “la nostra esistenza nella sua grandiosità e nella sua meschinità, nella bellezza e nella tragedia, nell’esagerazione e nella tristezza: in una prospettiva aerea, come raccontate da un uccello che rifletta sulla condizione umana“. Il piccione è dunque un osservatore che ”rimane stupito dagli uomini: dalle loro attività, dalle follie, dall’orgoglio e dall’agitazione”

 

Resta da vedere, come sempre, se il Leone d’oro assegnato dalla giuria internazionale avrà anche un riscontro di pubblico. Se è piaciuto alla stampa, comunque, promette bene.

 

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

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