Giovedì, 06 Settembre 2018 10:44

Venezia 75. “22 July”, il razzismo dinamite in una mente malata. Recensione

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VENEZIA(nostro inviato) Anders Breivik  è nato a Oslo nel 1979, aveva 32 anni quando compì gli attentati di Oslo e Utoya nei quali morirono 77 persone e 200 restarono gravemente ferite. Breivik si sentiva un crociato lanciato contro la multiculturalità, contro l’Islam e contro il marxismo.

Aveva scritto un memoriale di 1518 pagine “2083 – Una dichiarazione europea d’indipendenza” nel quale si era definito “salvatore del cristanesimo” e “il più grande difensore della cultura europea in Europa dal 1950”. In seguito, durante la detenzione, si è identificato come fascista e nazionalsocialista. Inizialmente ritenuto affetto da schizofrenia paranoide, per sua stessa volontà, durante il processo volle essere riconosciuto sano di mente e dunque penalmente responsabile. Ora vive in isolamento. Individuo di pietra, al pari di molti criminali nazisti, Breiviknon ha mai mostrato un solo attimo di pentimento

 Nel concorso ufficiale della mostra di Venezia “22 luglio (22 July)” è un film del 2018 scritto e diretto da Paul Greengrass. Tratto dal libro Uno di noi - La storia di Anders Breivik (One of Us) di  Asne Seierstad. Il film racconta i fatti realmente accaduti negli attacchi terroristici del 22 luglio 2011 . Il film di Greengrass, tecnicamente fatto benissimo, documenta con rigore lo svolgersi delle azioni criminali, la cattura dell’attentatore, il processo, i risvolti di vita di alcuni superstiti, il rapporto tra imputato e avvocato difensore, il legame tra l’assassino e la sua famiglia, il rapporto con la madre che non volle testimoniare  ma in privato chiese all’avvocato difensore se suo figlio non avesse ragione. Indaga le conseguenze politiche, fino ad allargare  il discorso al seme dell’odio dal quale germoglia l’atteggiamento razzista. Se ne deduce vedendo il film sia un veleno che rischia di diventare pericoloso a livello globale se non ne prendiamo coscienza. Sottende la domanda del come arginare il virus distruttivo del razzismo perché, se episodi simili sono e restano casi limiti, è pur vero che è la goccia a far traboccare il vaso. 

Interpretato benissimo, coordinato da un regista rigoroso, reso altamente drammatico negli spazi in assenza di musica, unisce all’indagine psicologica e sociologica la capacità narrativa di farsi seguire. L’opera sarà distribuita via internet da Netflix, canale che sempre più si sta rivelando capace di offrire pellicole di altissima qualità.

22 Luglio è un film di genere drammatico, thriller del 2018, diretto da Paul Greengrass, con Anders Danielsen Lie e Jonas Strand Gravli. Durata 133 minuti. Distribuito da Netflix.

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

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