Palazzo Caffarelli. Vasari e Roma.20 marzo – 19 luglio 2026

ROMA – A conclusione delle celebrazioni per i 450 anni dalla morte di Giorgio Vasari (1511-1574), Roma rende omaggio a uno dei grandi protagonisti del Rinascimento con la mostra Vasari e Roma, un progetto espositivo dedicato al profondo e duraturo legame tra l’artista aretino e la città eterna.


L’esposizione, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali è organizzata con Associazione MetaMorfosi, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. A cura di Alessandra Baroni.

La mostra ricostruisce il percorso culturale e artistico compiuto da Giorgio Vasari nei suoi diversi soggiorni romani con l’intento di restituire al pubblico dei Musei Capitolini la ricchezza e la complessità della sua figura poliedrica di pittore, architetto, scenografo e biografo, ma anche di straordinario interprete e testimone delle vite di papi, signori, letterati e artisti del XVI secolo, grazie anche ai numerosi capolavori in prestito da importanti istituzioni italiane e internazionali tra cui Palazzo Barberini, il Vive – Palazzo Venezia, la Galleria degli Uffizi, l’Archivio di Stato di Firenze, la Pinacoteca Nazionale di Bologna, l’Archivio della Fondazione Casa Buonarroti, il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe della Galleria degli Uffizi, la Biblioteca Apostolica Vaticana, il Museo e Real Bosco di Capodimonte, il Museo Nazionale di Siena e il Móra Ferenc Múzeum di Szeged (Ungheria).

Il progetto mette in luce il ruolo determinante che Roma ebbe nella formazione del giovane Vasari, nel confronto con l’arte antica e con i grandi modelli della modernità – da Raffaello al Michelangelo “romano” – e nel rapido e straordinario sviluppo della sua carriera al servizio di prestigiosi prelati e pontefici ai quali fu introdotto da amici influenti come il ricco banchiere fiorentino Bindo Altoviti e il vescovo comasco Paolo Giovio. Particolare attenzione è dedicata agli incontri con gli ambienti umanistici romani e alla maturazione del suo profilo di scrittore, che proprio a Roma trovò l’assist decisivo per la pubblicazione della prima edizione delle Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori.

In mostra si potranno ammirare disegni, stampe, incisioni, lettere, medaglie, sculture e dipinti autografi, tra cui la Resurrezione, eseguita insieme a Raffaellino del Colle (1545 circa, Museo e Real Bosco di Capodimonte), la Resurrezione di Cristo, dipinta nel 1550 (Pinacoteca Nazionale di Siena) e il Ritratto di Gentiluomo (Musei di Strada Nuova – Palazzo Bianco di Genova).

Di straordinaria importanza sono inoltre i due capolavori concessi dall’Eremo di Camaldoli, nel Casentino: la Natività(1538), opera giovanile dipinta “alla fiamminga” e nota come la “Notte di Camaldoli”, e l’Orazione nell’Orto (1571), tra gli esiti più alti e intensi della fase finale della sua carriera, che segna il punto di approdo della sua lunga e straordinaria parabola artistica.

Ad arricchire ulteriormente il progetto espositivo, un significativo prestito internazionale: la poetica Annunciazione (1570–1571), proveniente dal Móra Ferenc Múzeum in Ungheria, testimonianza dell’ultima stagione creativa dell’artista.

NFO

Vasari e Roma

Dal 20 marzo al 19 luglio 2026

Palazzo Caffarelli – Musei Capitolini

Piazza del Campidoglio – 00186 Roma

Per maggiori informazioni:

tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) – www.museicapitolini.org

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