Lunedì, 06 Ottobre 2014 19:06

Arte. E’ morto a Parigi il grande scultore polacco Igor Mitoraj

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PARIGI - Addio a uno dei più grandi scultori contemperai. E’ morto infatti a Parigi lo scultore polacco, Igor Mitoraj, la scorsa notte  all'età di 70 anni. L'artista viveva a Parigi dal 1968, ma aveva uno studio a Pietrasanta (Lu), dove la notizia è arrivata questa mattina. Di Pietrasanta Mitoraj era cittadino onorario fin dal 2001 e qui risiedeva e lavorava per alcuni mesi all'anno.

A dare la  notizia  della scomparsa del grande artista è stata  proprio  l'amministazione comunale di Pietrasanta. Nato a Oederamn nel 1944, di madre polacca e padre francese,  Mitoraj nel 1968 si trasferisce a Parigi dove compie gli studi d'arte. Nel 1979 arriva a Pietrasanta dove entra in contatto con le maestranze locali e dove si trasferisce nel 1983. Considerato uno dei più grandi scultori contemporanei, ha esposto fra gli altri a  Castel Sant'Angelo a Roma (1985), alla Biennale di Venezia (1986), a Palazzo Strozzi a Firenze (1987), al New York Academy of Art, ai Giardini delle Tuilleries a Parigi.

Lo scultore verrà con tutta probabilità seppellito a Pietrasanta, la città nei prossimi mesi gli renderà omaggio con una mostra.

 «La scomparsa di Igor Mitoraj ci priva di un artista che della materia ha fatto armonia, uno scultore che ha amato profondamente e vissuto intensamente il nostro Paese. Con lui se ne va un intellettuale figlio della guerra, cresciuto oltrecortina e maturato in occidente, un autentico esempio di personalità europea che ha saputo interpretare al meglio il proprio talento e che ho avuto il privilegio di conoscere personalmente». Così il ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Dario Francescini ricorda lo scultore scomparso. «Sono stato a trovarlo nel suo magnifico laboratorio di Pietrasanta quest’estate e stavamo lavorando, insieme al soprintendente Massimo Osanna, per la realizzazione di una mostra a Pompei dopo le splendide esposizioni di Agrigento e dei Mercati di Traiano a Roma. Portare a compimento questo progetto - conclude Franceschini - sarebbe il modo migliore per ricordarlo e per soddisfare ciò che egli stesso aveva definito il sogno della sua vita».

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