Lunedì, 21 Marzo 2022 10:47

SKIRA. “Photographing Art” di Franz Egon von Fürstenberg

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Photographing Art presenta una selezione di fotografie scattate dal fotografo messicano-tedesco Franz Egon von Fürstenberg tra il 1974 e il 2018

Una memoria imperdibile del mondo dell’arte contemporanea, delle emozioni, dei rapporti, dei momenti di gioia e di fatica, degli incontri, delle relazioni, del senso di appartenenza a una comunità e al contempo della solitudine creativa dell’artista. 

Sono momenti spesso sfuggiti alle cronache, ai media, ai cataloghi e alla storia dell’arte, ma catturati da un osservatoreche ha seguito da vicino l’evoluzione della ricerca contemporanea grazie al rapporto con sua moglie, la curatrice Adelina Cüberyan vonFürstenberg che ha dato vita ad alcuni dei momenti più belli dell’arte internazionale. Egon ha testimoniato con la sua macchina fotograficaquel che accade in quel mondo dell’arte, non l’ufficialità, non la facciata delle cose, ma lo spirito che ha fatto fiorire l’arte e gli artisti.

Tenendo d’occhio ogni idea, dettaglio o movimento, ogni attimo atteso o imprevisto, la macchina fotografica di Franz Egon von Fürstenbergriprende l’istante, la fluidità del momento in cui la persona reale è libera e naturale, non inquadrata o in posa come un personaggio famoso.

Le fotografie presentate nel volume includono tantissimi artisti, molti dei quali rappresentano alcune delle personalità più interessanti del nostro tempo, da Andy Warhol a Joseph Beuys, da Marina Abramovic a JannisKounellis, da Mario e Marisa Merz a Chen Zhen.

Nato nel 1939 a Berlino, Franz Egon von Fürstenberg ha lavorato come assistente del designer Pierre Cardin a Parigi e poi del fotografo Alainde Ferron a Ginevra, dove conobbe e sposò Adelina Cüberyan, la sua inseparabile compagna di vita. Nel corso degli anni ha collaborato con ungran numero di artisti e sedi espositive in tutto il mondo e ha pubblicato le sue fotografie su riviste, giornali e cataloghi d’arte. I suoi archivi fotograficirappresentano una memoria imperdibile, poiché contribuiscono alla comprensione delle origini di quegli incontri, mostre e connessioni, e al contempo degli sviluppi nelle generazioni successive degli ultimi quarant’anni, che hanno creato il mondo dell’arte contemporanea.

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