Giovedì, 16 Aprile 2015 15:44

Teatro Brancaccio. Galata Mevlevi Ensemble: i Dervisci Rotanti. Recensione. Video

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ROMA - Il termine derviscio deriva dal persiano e arabo darwīsh e significa monaco mendicante o anche semplicemente povero. Vengono chiamati così i discepoli di alcune confraternite islamiche che, attraverso un difficile cammino di ascesi e di salvazione, sono tenuti a distaccarsi nell'animo dalle passioni mondane,  dai beni e dalle lusinghe del mondo.

Chi oggi, viaggiando per gli altipiani vulcanici e i laghi salati dell’Anatolia centrale,  arrivi a Konia, trova  ancora, intatta, la Tekke del Mevlana, ovvero il “Convento del Nostro Signore” che per secoli fu il principale centro dell’ordine dei mistici mevlevi, i dervisci ruotanti, fondato nel XIII secolo dal sapiente e poeta di origini afgano/persiane Celaleddin Rumi. Oggi questo luogo è divenuto museo assai raro e prezioso. L'Ordine dei Mevlevi, in Turchia, pratica la celebre danza turbinante come metodo per raggiungere l'estasi mistica. Le danze sacre sono la più antica forma di trasmissione dei "misteri" che essi affermano pervenuti all'uomo dall'antichità e quanti sono ammessi a tale esercizio passano attraverso un insegnamento che prevede una lunga preparazione. L’aspetto straordinariamente suggestivo del rituale dei dervisci ruotanti ha ormai 700 anni ed esprime la volontà di connettere i tre lati fondamentali della natura umana: lo spirito (mente e pensiero), l’amore (emozioni, poesia e musica) e l’anima (vita, movimento e Sema). Il Galata Mevlevi Ensemble può essere definita l’avanguardia nelle tradizioni di questa fratellanza. 

Nel suo monastero, Sheik Nail Kesova ha composto molti pezzi liturgici, aiutato da artisti asiatici e occidentali e da orchestre creando nuovi stili e melodie. Nail Kesova, nato nel 1939 è tuttora il loro  maestro e la devozione dei discepoli nella danza è palese. E’ lui che gestisce il rituale dando i tempi per la musica e per le coreografie, in uno spettacolo suddiviso in 7 parti, che suona insolito a noi europei del sud. Performance mistica, strana ed intensa, emotivamente e spiritualmente, suggestiva, rarefatta, misteriosa. Vestiti di una tunica bianca come un sudario e un copricapo che richiama le pietre tombali dei paesi musulmani, le braccia aperte verso il cielo e lo sguardo rivolto al cuore, i mistici danzano piroettando intorno al loro maestro, con giravolte che cullano lo spettatore, con cadenza ossessiva, che stupisce e trascina, che evoca  atmosfere da trance. I dervisci ruotanti “Galata Mevlevi Ensemble” del Maestro “Sheik Nail Kesova” sono l’unico ensemble che ha avuto l’onore di essere dichiarato dall’UNESCO “Patrimonio culturale dell’umanità”. Un’esperienza per molti unica, da non perdere nelle tappe italiane.

Dervisci Rotanti - video

 

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice