Martedì, 02 Novembre 2010 17:56

FilmFest Roma 2010. Il film su Mark Zuckerberg a caccia del premio

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FilmFest Roma 2010: Due Facce da Oscar, Nicole Kidman per Rabbit Hole e Jesse Eisenberg per The Social Network ,impressionano il Festival, ma poi irrompe Berlusconi…

ROMA - Ieri è stata una giornata di miti ritrovati. Nicole Kidman, post-ritocchini, produttrice e interprete di Rabbit Hole di John Cameron Mitchell (autore di Hedwig e Shortbus) e Jesse Eisenberg, l’attore ventisettenne, che  impersona Mark Zuckerberg, inventore di Facebook, nel film The Social Network di David Fincher (autore di Seven, The Game e Fight Club) hanno scaldato le platee, strappato applausi e prefigurato una possibile statuetta in arrivo. Oggi invece il registro del Festival cambia tono e le affermazioni fatte da Julianne Moore in conferenza stampa a commento delle ultime esternazioni omofobe fatte dal premier Berlusconi l’hanno ancor più consacrata donna e attrice di livello oltre il riconoscimento che riceverà stasera, allorché le sarà consegnato il premio Marc’Aurelio all’attore e sarà proiettato il  film The Kids are all right della regista Lisa Cholodenko, storia incentrata sulla vita di coppia di due donne lesbiche con due figli adolescenti nati entrambi in provetta.

Il film con la Kidman e con l’attore americano Aaron Eckhart, Rabbit Hole, si regge soprattutto sull’interpretazione dell’attrice australiana, decisa a risalire la china dopo le ultime incerte prove date in Fur e Australia. Ma le prime immagini del film, che vedono la Kidman ripresa di profilo, gettano subito lo spettatore nello sconforto, è o non è Lei? La bocca a forma di canotto e il viso tirato farebbero propendere per un “no”. Poi, piano piano, ci si abitua a questa nuova Kidman in versione plastificata che, comunque, riafferma le sue grandi doti drammatiche vincendo anche la prova botulino. Diversamente non poteva essere perché il tema del film, tratto dall’adattamento di un lavoro teatrale di David Lindsay-Abaire, è di quelli che lasciano il segno: come si può ancora avere una ragione di vita dopo la perdita di un figlio? Il dilemma è lacerante e i due protagonisti, Becca e Howie, genitori del piccolo, reagiscono in maniere diverse, lui sprofondando nel ricordo e nel misticismo, lei cercando in tutti i modi di far ripartire la macchina della vita. Il finale semi-consolatorio non dirime la questione.

Uno degli eventi cardine di questa 5° Edizione del Festival di Roma è stato senza dubbio la presentazione del film  The Social Network del regista John C. Mitchell, storia basata sulla vicenda umana e professionale dell’inventore di Facebook, Mark Zuckeberg. I giornalisti Luca Telese e Luisella Costamagna, conduttori di “In Onda” e reduci dal duello cafonal-cialtronesco col Sottosegretario Santanché (“a Luisè ma che fegato che c’hai avuto a sopportalla..” ribadiva qualcuno) hanno introdotto la serata intervistando l’attore che ha impersonato Zuckeberg, Jesse Eisenberg. Ha detto di non aver mai incontrato Mark ma sa che il film gli è piaciuto avendo un cugino che lavora per Facebook, ha anche affermato di non avere una pagina sua aperta sul famoso social network ma di essere pronto ad aprirla, ha anche sottolineato l’estrema semplicità con la quale è nato questo prodigioso business, semplicemente perché Mark era arrabbiato una sera con la ragazza che lo aveva lasciato e allora si era divertito a mettere in rete le ragazze del college per fare un concorso per eleggere la miss più avvenente. Il film, in uscita nelle sale il 12 novembre, merita di essere visto, da figli e genitori, ognuno trarrà spunti utili a capire le tante contraddizioni dell’oggi.

Se si parla di contraddizioni non si può non citare il nostro ottimo Presidente. E’ riuscito a far innervosire anche la sempre sorridente e gentile attrice statunitense Julianne Moore. Oggi alla presentazione del film che la vede protagonista insieme ad Annette Bening,The Kids are all right, della regista Lisa Cholodenko. Richiesta di un commento sull’ultima colorita esternazione di Berlusconi sull’universo omosessuale: “meglio guardare le donne che essere gay”, la Moore ha così risposto: “E’ un peccato aver detto una cosa del genere: così idiota, arcaica, infelice e imbarazzante. Viviamo in un’epoca in cui l’orientamento sessuale è vario: ognuno è quello che è. Troppa gente divide sempre le cose per categoria – razza, genere, religione. Bisognerebbe concentrarsi di più sul fatto che siamo tutti esseri umani.” Complimenti Signora Moore! Ma non si potrebbe fare uno scambio Moore vs.  Carfagna/Santanché?

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