Giovedì, 09 Gennaio 2020 14:47

“Hammamet”, ritratto shakespeariano di un leader caduto per corruzione

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“Hammamet non è un film su Craxi” – dice Gianni Amelio nel presentare il suo lavoro sulla caduta di uno dei più discussi uomini politici della fine del secolo scorso, il leader del PSI appunto – “non volevo fare una biografia, né il resoconto esaltante o travagliato di un partito. Dalla proposta del produttore di un film su Cavour sono arrivato a qualcosa vicino ai nostri giorni, Bettino Craxi, scegliendo di metterlo a confronto negli ultimi mesi di vita con sua figlia, che ho chiamato Anita, come quella di Garibaldi, eroe che Craxi amava”.

Di fatto il protagonista ha una perfetta somiglianza con il segretario del Partito Socialista Italiano, grazie al talento straordinario e conturbante dell’ interprete, Pierfrancesco Favino, e a quello dei truccatori. La maggior parte delle scene sono girate nella casa di Hammamet, dove ha vissuto la famiglia Craxi, sebbene nessuno ne pronunci il cognome. Più che una biografia Amelio, aiutato dall’immaginazione, realizza una storia simbolica, esente da giudizi che lascia allo spettatore. Il suo è il ritratto umano di un leader che raggiunge l’apice del successo e cade, condannato per corruzione e finanziamento illecito ai partiti: emblema della vacuità rischiosa di un potere conquistato con mezzi oltre i confini del lecito, al quale uomini senza qualità hanno aderito per interesse, pronti ad abbandonare la mangiatoia divenuta scomoda.

Il Craxi di Gianni Amelio è un personaggio shakespeariano che tesse la propria autodifesa e allo spettatore arriva un’impressione di solitudine, caducità e dolore, esempio di una cultura autodistruttiva e distruttiva verso i suoi stessi eredi. Un Craxi diabetico ma goloso di dolci e pastasciutta, incurante della propria salute, fa pensare alla sua stessa bulimia di potere. Fausto, personaggio immaginario, che nel film ha le sembianze del figlio di un collega di partito suicida, è mosso da impulsi omicidi verso questo re detronizzato, ne diventa contraltare e voce della coscienza, e tuttavia l’ex leader di lui ha bisogno e lo stima: allegoria di un conflitto interno che può sconfinare nella follia. 

Un film che farà discutere e probabilmente scontenterà sia chi avrebbe voluto un’improbabile riabilitazione del personaggio, sia chi avrebbe desiderato maggiore attinenza ai fatti e valorizzazione della storia giudiziaria, pur se ovviamente non è un film contro il lavoro di “Mani Pulite”. Gianni Amelio tenta una ricostruzione psicoanalitica del personaggio dandogli la parola tra virgolette, del resto nessuno può credere di curare le storture di una società senza indagare l’uomo.

  • Regia: Gianni Amelio
  • Cast: Pierfrancesco FavinoClaudia Gerini, Livia Rossi, Luca Filippi, Silvia Cohen, Omero Antonutti, Renato Carpentieri, Giuseppe Cederna
  • Genere: Biografico, drammatico, colore
  • Durata: 126 minuti
  • Produzione: Italia 2019
  • Distribuzione: 01 Distribution
  • Data di uscita: 9 gennaio 2020
Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

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