Mercoledì, 22 Febbraio 2012 14:38

Teatro Sala Uno. “Il diario di Maria Pia”: la morte come parte della vita

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ROMA - Un lutto è un processo da elaborare, quando poi il lutto è quello della propria madre il tutto richiede uno sforzo maggiore.

Eppure nello spettacolo “ Il diario di Mariapia”, scritto, diretto e interpretato da Fausto Paravidino, in cui il giovane drammaturgo racconta gli ultimi giorni di vita della propria madre, allettata da un tumore, non si percepisce nessuno sforzo e il racconto di quei momenti intimi avviene con serenità ed equilibrio. E la vicenda, che come spiega lo stesso Paravidino “è quella dei più, di una famiglia normale, di una donna che non vorrebbe morire”, arriva diretta agli animi del pubblico in sala.
Il testo, in scena al Teatro Sala Uno fino al 4 marzo all’interno della rassegna di teatro condiviso “Inediti Ospiti”, è frutto della rilettura delle memorie di Mariapia raccolte dal figlio Fausto e dal diario dello zio Cesare, fratello della donna, per l’adattamento a teatro.


Dopo una lunga malattia Mariapia (Monica Samassa) viene ricoverata in ospedale. Priva di ogni forza si trova a vivere una nuova condizione, non prevista e tantomeno desiderata, a cui però non si può opporre. L’accettazione della fine, ormai prossima, è la chiave di volta per ripercorrere la propria vita e per trasmettere ai propri cari la serenità di una vita spesa bene con la propria famiglia e nel proprio lavoro. Mariapia è medico, la professione e la sua famiglia sono i binari su cui ha sempre viaggiato, ma ora che è impossibilitata ad esercitare è convinta che il nulla a cui è obbligata non possa rimanere altro che nulla, e che tutto ciò non abbia senso.
Proprio una conversazione con la sua oncologa le farà cambiare idea, e si convincerà che “quel rullo compressore” che sembra aver schiacciato tutto, non ha poi agito così. Accanto a lei i figli: Fausto (Fausto Paravidino), che insieme alla sua ragazza Iris (Iris Fusetti) l’accompagnerà per tutta la degenza in ospedale, Marta, più fragile e non certo pronta ad affrontare il percorso della malattia.  Presenza costante è lo zio Cesare, grande chiacchierone del passato che cerca nel citare i ricordi di sfuggire al dramma del presente. Ognuno di loro, insieme a numerosi altri personaggi che appaiono brevemente sulla  scena, rappresenta un modo diverso di approcciarsi alla malattia e alla persona malata. E’ un’umanità mista, confusa, distaccata, ironica, serena, composta, imprevedibile, probabile e improbabile allo stesso tempo.  


Oltre ai propri cari, a fare compagnia a Mariapia c’è l’attesa di una telefonata. Un nipote è prossimo a diventare padre, e quando la lieta notizia arriverà per Mariapia sarà giunto il momento della fine. Il ciclo della vita si completa sul palco, così come nella vita.
La cronaca del dolore, di un lutto, diventa mezzo per elaborarlo. Sul palcoscenico i tre attori si amalgamano al meglio e il risultato è uno spettacolo dai tratti forti e delicati, senza mai scivolare nel patetico. La vita continua nonostante tutto e ogni esperienza deve generare altra esperienza per non rimanere vuota, sembra dirci, con grande umiltà,  Fausto Paravidino con “Il diario di Mariapia”.


Il Diario di Mariapia
Dal 21 febbraio al 4 marzo 2012
Teatro Sala Uno, piazza di Porta San Giovanni 10, Roma
Testo e regia di Fausto Paravidino
Con Iris Fusetti, Monica Samassa e Fausto Paravidino
Scene Laura Benzi
Costumi Sara Cardini
Produzione Teatro Regionale Alessandrino
Info www.ineditiospiti.com

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