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Festival di Cannes

CANNES – Situazioni familiari, che dietro l’apparenza  d’invidiabile sicurezza, sono affettivamente tossiche, da una parte padri assenti e incapaci di amare, dall’altra figli che li ripagano con la stessa moneta.

CANNES – Principale fonte biografica di Benedetta Carlini fu il testo di Judith Brown “Atti impudici, Vita di una monaca lesbica nell'Italia del Rinascimento” pubblicato nel 1986, che stimolò un'ampia discussione sulla sessualità, sul lesbismo e sul misticismo delle donne.

CANNES – Lingui, les liens sacrés” (“Lingui, I legami sacri”) racconta di Amina (Achouackh Abakar), una madre preoccupata di vedere che sua figlia quindicenne (Rihane Khalil Alio),  ha tagliato i contatti con il mondo e si è chiusa in se stessa.

CANNES – Tratto dal memoir di Emmanuèle Benheim, sceneggiatrice dello stesso Francois Ozon scomparsa nel 2017, che racconta l’esperienza della morte assistita del proprio padre, il prolifico regista francese corre alla Palma d’oro con un film che fa riflettere sul significato della malattia, sul senso della vita e sulla facoltà di decidere la data del proprio addio. 

CANNES - Capolavoro romantico che quando uscì sugli schermi conquistò il pubblico femminile, convinto di aver finalmente trovato un film con un tipo di  donna come non se ne vedevano in quegli anni difficili del secondo dopoguerra.

CANNES - Questo non facilissimo film del polacco noto per il suo Decalogo, dieci episodi  usciti fra l’87 e il 91, poco prima di questo, e per I tre colori: blu, bianco e rosso, uscito  subito dopo, è stato scelto fra i classici di complemento alla competizione sulla  Croisette certamente in  omaggio alla protagonista, la svizzera Irène Jacob, (meno nota della conterranea Ursula Andress perché non ebbe la fortuna di interpretare il primo film di James Bond).

CANNES - E’ l’unico film italiano ammesso fra i “classici” che il festival di Cannes affianca quest’anno alla competizione internazionale.

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