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Il governo italiano (era il secondo governo Berlusconi, se non ricordo male, dopo la seconda vittoria del centro-destra nel 2001 seguita a quella del 1994) ha dovuto riconoscere i propri torti di fronte alla Corte europea di Strasburgo che ha esaminato quello che è accaduto nella caserma di Bolzaneto presso Genova il 21-22 luglio del 2001 nei confronti di sei cittadini, picchiati e torturati dalle nostre forze dell’ordine.

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GENOVA - Un risarcimento di 45 mila euro per danni morali per chiudere la partita dei ricorsi alla Corte europea dei diritti dell'Uomo di Strasburgo a cui si sono rivolti i manifestanti vittime di violenze nella caserma di Bolzaneto nei giorni del G8 del 2001, contestando la mancata sanzione penale e disciplinare nei confronti dei responsabili delle violenze.

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ROMA - Dopo la condanna di tortura da parte della Corte Europea sulle violenze compiute la notte del 21 luglio 2001 alla scuola Diaz di Genova, si è riacceso il dibattito su uno dei fatti più brutali in cui pochi hanno ancora pagato.

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GENOVA - Il capo della polizia Manganelli ha detto che “ora è il momento delle scuse”. Era ora, appunto.

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Mercoledì, 09 Marzo 2011 13:24

SNGCI: “Cinecittà non deve chiudere”

ROMA - No alla chiusura, no ad ogni rischio di ridimensionamento per Cinecittà: non è neanche immaginabile che un patrimonio di valore storico non solo per il cinema e per la cultura sia condannato dai tagli che stanno mettendo in ginocchio ogni attività paradossalmente insignita di un valore di interesse culturale nazionale".

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Dal 10 al 20 febbraio si terrà a Berlino il festival internazionale del film, meglio conosciuto come la “Berlinale”, giunta ormai alla 61° edizione.

Mancano ormai pochi giorni all’inaugurazione del festival di Berlino. I film in concorso saranno 16 tra cui molti film tedeschi (7) tra produzioni singole e multiple, pochi film americani (3), due film inglesi, un film coreano (del Sud) e uno iraniano e nessun film italiano in concorso; a conferma della scarsa o nulla spinta promozionale che in questo particolare momento storico sta vivendo l’industria culturale italiana, complice una rappresentanza istituzionale assente o, nella migliore delle ipotesi, distratta (Bondi docet).

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