ROMA - Il film vincitore della quindicesima edizione della Festa del cinema di Roma - “Premio del Pubblico BNL”, in collaborazione con il Main Partner BNL Gruppo BNP Paribas - è “Été 85” di François Ozon, vale a dire il più votato dagli spettatori fra i titoli della Selezione Ufficiale. Nel cast del film Félix Lefebvre, Benjamin Voisin, Philippine Velge, Valeria Bruni Tedeschi, Melvil Poupaud, Isabelle Nanty, Laurent Fernandez. 

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Il Premio Miglior Film Alice 2020 va a “Kajillionaire” di Miranda July con la seguente motivazione: “Per la capacità di creare una storia in grado di tradurre tematiche classiche in immagini dolci e spietate, raccontata con uno sguardo surreale e cinico. Attraverso dei personaggi grotteschi, metafora di una realtà genitoriale tossica molto attuale. La famiglia non è solo quella in cui nasciamo, ma quella che ci costruiamo”. 

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Come ogni festival che si rispetti, anche la Festa del Cinema di Roma ha offerto al suo pubblico un’occasione di incontro con film classici restaurati. Quest’anno due titoli sono stati in programma: In nome della legge di Pietro Germi e Padrepadrone dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani, due film che quando uscirono ebbero molto successo. Ed è giusto ricordarli al pubblico di oggi presentandoli nella meravigliosa veste di un restauro fatto con grande competenza e maestria. 

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Era presieduta da Roberto Rossellini la giuria del Festival di Cannes che nel 1977 assegnò la Palma d’oro a Padre padrone, il film dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani tratto da un libro autobiografico di Gavino Ledda.

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E’ il primo fortunato film di Leonardo Pieraccioni, ex-cabarettista che della toscanità ha fatto il suo timbro umoristico insieme con Massimo  Ceccherini, Giorgio Panariello e prima di loro Francesco Nuti e Roberto Benigni.

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“Ostia Criminale – La mafia a Roma” è un docufilm realizzato da Daniele Autieri e Stefano Pistolini, con la collaborazione di Cristiano Panepuccia.

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“La casa e il mondo” è fra gli ultimi film del grande regista indiano, che l’ha diretto nel 1984 ispirandosi ancora una volta a una storia in costume della sua terra.

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“La sala da musica” - che dà il titolo a questo straordinario film del maggior regista indiano, apprezzato anche da noi se non altro perché al suo secondo film, Aparajito fu assegnato il Leone d’oro dalla Mostra di Venezia del 1957 - è quella che, nel Bengala degli anni Venti, un ricco aristocratico allestisce nel suo palazzo per organizzarvi feste eleganti riservate a un gruppo di amici.

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“Home” è il primo lungometraggio di Franka Potente, classe 1974, affermata attrice, cantante tedesca di lontane origini italiane e ora a pieno titolo regista, poiché il citato film d’esordio, da lei diretto e scritto, ha una semplicità, un equilibrio e una forza di contenuto che non tutti riescono a raggiungere, almeno al debutto.

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Ambientato nella Calcutta (la città natale del regista Ray) degli anni Trenta, il film conclude la trilogia aperta con Il lamento sul sentiero e Aparajito. 

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