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ROMA - Germania 1455, Johann Gutenberg introduce la stampa a caratteri mobili creando l’editoria e inaugurando di fatto l’Età Moderna. Conscio della portata rivoluzionaria di questa scoperta, Gutenberg sta per scegliere il primo titolo da stampare. Al culmine della sua ansia da prestazione bussa alla porta della prima stamperia della storia un Signore. Anzi, il Signore. È proprio Dio che da millenni aspettava questo momento.

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ROMA – Al Teatro Quirino fino al 9 dicembre, torna in scena Sorelle Materassi. Il capolavoro di Aldo Palazzeschi, nell'adattamento del drammaturgo Ugo Chiti, rivive grazie alla regia di Geppy Gleijeses.

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È un equilibrista Mattia Pascal. In bilico tra la vita e la morte, il bene e il male, l’egoismo e l’altruismo. Un senso di precarietà esistenziale che si sublima nella poetica pirandelliana, già emblema dell’incertezza del Secolo Breve.

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Siamo nel Settecento, nella Germania preromantica dello Sturm und Drang. Il nobile Ferdinand, figlio del potente ministro Von Walter, s’innamora ricambiato della borghese Luise Millerin, figlia di un umile violoncellista.

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“Un padre è la figura più importante e sottovalutata”. A dirlo è Gabriele Lavia dietro le quinte del teatro Quirino commentando l’opera di Strindberg “Il padre” di cui è regista e interprete.

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Insignito lo scorso anno dal Premio “Flaiano” proprio per l’interpretazione maschile di Filumena Marturano, capolavoro di Eduardo De Filippo, ritorna a gran richiesta presso il suo teatro - il Quirino Vittorio Gassman - Geppy Glejeses dal 2 al 7 gennaio, diretto sempre da Liliana Cavani, accompagnato da Mariangela D’Abbraccio nella parte femminile. 

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ROMA - “Dopo tanti episodi di persone che abbandonano i cani, noi portiamo in scena la storia di un cane che abbandona i suoi padroni. Qualche volta scappano.

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ROMA – “Mr. Puntila e il suo servo Matti” è forse la più famosa commedia di Berthold Brecht.  Racconta di un eccentrico milionario che da sbronzo è umano, disponibile, generoso; da sobrio si trasforma in un cinico padrone, che usa gli altri per aumentare potere e denaro.

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ROMA - Verso la fine dell’Edipo re di Sofocle, Giocasta grida al protagonista: “No, per gli dei! Se tieni alla tua vita, abbandona questa ricerca! Basta il mio dolore”. È quel momento in cui la madre comprende fino in fondo quanto è accaduto nel palazzo di Tebe e vuole salvare il figlio, che è anche il marito, dalla verità. 

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ROMA - Nei giorni in cui il Tribunale dei minori di Firenze, per la prima volta nel nostro paese, riconosce l’adozione di un bambino di una coppia gay, in linea con i provvedimenti della corte britannica che aveva regolato la famiglia con due padri sin dal 2014; e l’adozione di una bimba da parte di un italiano che vive con il compagno americano a New York; vanno in scena molto applauditi, sul palco del Quirino di Roma, due icone del nostro teatro, Massimo Dapporto e Tullio Solenghi, protagonisti di una commedia di Charles Dyer “Quei due” che, pubblicata nel 1966, racconta la durevole storia d’amore di una coppia di omosessuali.

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