Bruna Alasia

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

ROMA - Il viaggio nel quale Massimo Wertmüller - interpretando con maestria un testo di Gianni Clementi – accompagna lo spettatore dalle vene primigenie di Roma al pulsare odierno di una città crudele, faticosa e vicina al cuore, ha un passo leggero, divertito, un linguaggio popolare che seduce, conducendo il pubblico a una riflessione che fa tappa nelle stazioni universali dell’esistenza.

Barbora Kysilkova, nata a Praga nel 1983, oggi trasferitasi a Oslo dove vive con il suo compagno, è una pittrice iperrealista.

Barbora Kysilkova, nata a Praga nel 1983, oggi trasferitasi a Oslo dove vive con il suo compagno, è una pittrice iperrealista.

ROMA - Il premio più importante è stato vinto dal film “Mediterraneo”, in Italiano “Open Arms La legge del mare”, che racconta  l'avventura dei volontari di Open Arms, la ONG fondata da Oscar Camps impegnata a salvare i migranti dal naufragio.

ROMA – La registaSilenn Thomas debutta nel documentario “Frank Miller – American genius”, ripercorrendo una carriera lunga mezzo secolo del leggendario fumettista.

“Radio Sicilia Libera", fondata da Danilo Dolci, il 25 marzo 1970, aveva rotto il monopolio di stato sulle trasmissioni via etere, denunciando il potere mafioso che si era impossessato dei soldi destinati alla ricostruzione della valle del Belice, dopo il terremoto del 1968.

Nel documentario del danese Andreas Koefoed, “The lost Leonardo”, sono ricostruite le traversie del Salvator Mundi, quadro ritrovato e attribuito a Leonardo.

“Passing”, esordio alla regia di Rebecca Hall, nota attrice inglese classe 1982, ha un titolo italiano che è “Due donne”, come il libro di Nella Larsen, edito da Frassinelli, cui il film s’ispira.

The North Sea, in anteprima mondiale alla Festa di Roma, è un ipnotico disaster movie a sfondo ecologico di John Andreas Andersen. 

Charlotte Salomon (Berlino 1917 – Auchswitz 1943)  è stata una pittrice di origini ebraiche, vittima dell'Olocausto.  Da molti è considerata la prima graphic novelist della storia. Una delle artiste più originali e pionieristiche del ‘900. La sua opera “Vita? o Teatro?” - circa ottocento lavori che ripercorrono la sua biografia, composti dal 1941 al 1943 in Francia dove cercava di nascondersi dai nazisti, da lei poi affidati a un amico perché li portasse in salvo - hanno uno stile innovativo che potremmo paragonare alla graphic novel contemporanea in cui pittura, fumetto, cinema e teatro si fondono, trasmettendo una istintiva toccante drammaticità.

“Charlotte”  di Tahir Rana ed Eric Warina , film d’animazione presentato alla festa del Cinema di Roma, si propone di raccontare la biografia di quest’artista tedesca che, malgrado il periodo storico in cui visse, combatté strenuamente per affermare il proprio talento. E’ un film visivamente coinvolgente, le cui scelte grafiche  riecheggiano lo stile originale della pittrice,  illuminano le sue opere, caratterizzano i personaggi in maniera univoca. Scenografie, scelte cromatiche, offrono allo spettatore  un emozionante racconto, nel rispetto dei disegni che Charlotte Salomon ci ha consegnati.  E’ un film nel quale, anche oggi, la protagonista pare raffigurarci la sua esistenza. 

Le scene in cui le opere di Charlotte Salomon prendono vita, nascono da un rigoroso lavoro di documentazione sulle sue tecniche e dal consulto  della Charlotte Salomon Foundation. Non riguardano solo l'estetica ma anche la sostanza dei fatti, tengono conto di una Charlotte immaginifica,  che nel film dice come i suoi dipinti biografici siano memoria di "quello che è successo, o che magari non è successo ma che non per questo è meno vero". Il film d’animazione accenna alla morte del nonno di Charlotte Salomon: nel 2015, l’editore francese Le Tripode pubblicò una lettera di 35 pagine in cui la Salomon confessava di averlo avvelenato, ma nei fatti non si sa cosa sia vero e cosa no.

Tutto il lavoro di Charlotte Salomon si muove sul confine tra realtà e finzione. Di temperamento sensibile, segnata da una famiglia nella quale alcuni suoi consanguinei cercarono il suicidio, soffrì lei stessa di depressione. Fu l’amore per l’arte a salvarla e a permetterle di tirare avanti nonostante la tortura e la segregazione del periodo in cui si trovò a vivere. Purtroppo nell’ottobre del 1943, poco dopo essersi sposata ed incinta di sei mesi, fu catturata dalle SS e portava ad Auschwitz dove morì in una camera a gas, il giorno stesso del suo arrivo.

Genere:Drammatico

Anno:1981

Regia:Frans Weisz

Attori:Brigit DollDerek JacobiElisabeth TrissenaarBrigitte HorneyMax CroisetPeter CapellBuddy EliasLous HensenEric VaessenMaria Machado

Paese:Germania

Durata:95 min

Formato:NORMALE

Distribuzione:INDIPENDENTI REGIONALI (1987)

Sceneggiatura:Frans WeiszJudith Herzberg

Fotografia:Theo van de SandeJerzy Lipman

Montaggio:Clarissa Ambach

Musiche:Egisto Macchi

Produzione:FILMKUNST BERLIN, BBC LONDON, RAI

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