Sandro Marucci

Sandro Marucci

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PESARO - Per la sua interpretazione da protagonista di questo film del 1965, non dei più riusciti del celebre marito, Giulietta Masina ebbe il David di Donatello. Girato a Fregene, praticamente a casa Fellini, il film è la storia di una signora della buona società romana che turbata dal sospetto che il marito la tradisca si fa trascinare in un ambiente equivoco dove la sua confusione mentale non fa che aumentare. 

Giulietta Masina ha lavorato con tutti i maestri riconosciuti del nostro cinema migliore. Con Rossellini ha lavorato in questo film, girato in bianco e nero, che con Stromboli e Viaggio in Italia compone la trilogia rosselliniana su personaggi femminili particolarmente problematici.

PESARO - E’ sicuramente il film meno riuscito di Liliana Cavani, che suscitò pareri discordanti fra il pubblico cinematografico così com’era successo all’omonimo romanzo di Curzio Malaparte quando fu pubblicato nel 1946, del quale è una fedele trasposizione.

PESARO - Erano gli anni in ci furoreggiava il ciclone Rita Pavone.

E’ il film per il quale Liliana Cavani è nota in tutto il mondo. La sequenza dell’attrice inglese Charlotte Rampling  con in testa un berretto da ufficiale nazista e le bretelle dei pantaloni della divisa a coprire appena il seno nudo, fa ormai parte dell’iconografia corrente, particolarmente sui cartelloni pubblicitari. 

Si proietta domenica 20 alla Mostra del cinema nuovo di Pesaro “I cannibali, terzo film di Liliana Cavani, giovane ancora alla ricerca d’ispirazione.

PESARO - A cent’anni dalla nascita di Giulietta Masina, il Festival di Pesaro ricorda la brava attrice che in coppia con Federico Fellini ha rappresentato un lungo momento felice del cinema italiano. 

PESARO - E’ la proiezione di “Francesco D’Assisi “a inaugurare alle 21.00 l’omaggio a Liliana Cavani. La figura di San Francesco è particolarmente cara alla regista, sempre molto attenta nelle sue opere maggiori alla spiritualità.

Negli anni Sessanta, il cinema italiano era solito autocelebrarsi con i festival, manifestazioni per lo più sponsorizzate dalle aziende provinciali del turismo che richiamavano attori, registi e soprattutto giornalisti in amene località desiderose di essere pubblicizzate.

Il referto medico uscito dal posto di pronto soccorso dell’ospedale di San Giovanni parlava chiaro: avvelenamento da ingerimento di sostanze tossiche. Un caso di routine, niente di straordinario.

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