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ROMA - L'insediamento dei circa 13 mila seggi elettorali, avvenuto nel pomeriggio, è stato l'ultimo tassello del complesso puzzle organizzativo che darà il via a una tornata amministrativa caratterizzata da una forte valenza politica a livello nazionale. Del resto, in tempo di federalismo, in ballo c'è la guida di 1.315 comuni (30 i capoluoghi di provincia, tra cui Milano, Torino, Bologna e Napoli), e 11 province, vale a dire Mantova, Pavia, Treviso, Ravenna, Lucca, Macerata, Campobasso e Reggio Calabria, Gorizia e Trieste. Ma oltre alle sfide al calor bianco che si terranno in alcune città importanti, a dare risalto ai prossimi due giorni di voto concorre anche l'imponenza del corpo elettorale, costituito da quasi 13 milioni di cittadini, vale a dire circa un quinto della popolazione nazionale.

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MILANO – Il clima sempre più rovente delle amministrative milanesi, sta catalizzando l'Italia intera. L'ultimo episodio avvenuto a Sky24 al termine del confronto tra i due maggiori candidati sindaco Moratti e Pisapia rivela e dimostra quanto il sindaco uscente stia giocando il tutto per tutto in una situazione evidentemente da lei stessa avvertita dall’esito incerto.

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RAVENNA - Che Milano fosse terreno fertile per i moderati, gli italiani se ne erano accorti già il 23 marzo del 1919, quando in piazza San Sepolcro, nell’allora sede del Circolo per gli Interessi Industriali, Commerciali e Agricoli della provincia di Milano (oggi sede della Questura), il romagnolo, non ancora cavaliere, Benito Mussolini fondò i fasci italiani da combattimento.

 

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ROMA – Da ora in poi chi è in grado di comprendere la realtà (non sappiamo sinceramente quanti ce ne siano fra gli elettori berlusconiani) dovrebbero aver capito la natura del cosiddetto “garantismo” dei gerarchi di Arcore. Dopo l’incresciosa vicenda di ieri – l’accusa lanciata da Letizia Moratti contro Giuliano Pisapia di essere stato condannato per concorso morale in furto d’auto, per la quale era stato in realtà assolto con formula piena – è evidente che il principio costituzionale dell’innocenza di un imputato fino a sentenza definitiva vale soltanto per loro e non per gli avversari politici. Anzi, per costoro vale il principio contrario: sono comunque colpevoli, anche se risultano essere stati assolti.

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ROMA -  Non c’è certo da stupirsi di quello che è successo oggi negli studi di Sky. Il confronto fra i due principali candidati, Giuliano Pisapia per il centro-sinistra e Letizia Moratti, sindaco uscente, per il centro-destra, ha dimostrato ancora una volta la scorrettezza e le miserabili menzogne che i gerarchi berlusconiani utilizzano come arma letale nelle competizioni elettorali.

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MILANO - Il duello televisivo tra Letizia Moratti e Giuliano Pisapia finisce in tribunale lasciando una scia di veleni e di accuse sugli ultimi giorni che mancano al voto per la scelta del sindaco di Milano. Proprio dalle carte giudiziarie la Moratti aveva attinto l'ultima arma per la sfida in tv, rivangando una vicenda risalente agli anni di Piombo che aveva coinvolto il suo sfidante. E ora a finire in un'aula di tribunale sarà lei, trascinata lì da Giuliano Pisapia con una querela per diffamazione aggravata.

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ROMA – Più ci si avvicina al prossimo week-end e più ci si rende conto della sua importanza strategica per il futuro del governo e del berlusconismo. Lunedì sera, ad urne chiuse e a scrutini in corso, gli italiani sapranno qual è il destino prossimo del Cavaliere. È questo, infatti, il significato che lo stesso Silvio Berlusconi ha voluto assegnare alle elezioni amministrative milanesi e alla possibilità che Letizia Moratti sia eletta primo cittadino per la seconda volta senza scontrarsi in un ballottaggio molto incerto con Giuliano Pisapia.

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