Bruna Alasia

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

La sezione Orizzonti,  quella che al Lido segnale il nuovo cinema significavo, si apre con l’esordio nel lungometraggio di  Christos Nikou, greco, già autore di corti e assistente alla regia dell’acclamato Yorgos Lanthimos 

Il regista Andrea Segre (Dolo, Italia, 1976) tra febbraio e aprile 2020 a causa della diffusione del coronavirus e delle conseguenti misure di quarantena nazionale è rimasto bloccato a Venezia, città che ha ospitato molti suoi progetti lavorativi e che è stata quella di suo padre.

Questa 77ma edizione della mostra cinematografica di Venezia vede il numero dei partecipanti forzatamente contingentato, la riduzione di alcune sezioni, le proiezioni nelle sale con l’adozione di tutte le misure di sicurezza sanitaria.

In uscita il 2 settembre nelle sale italiane, “Il primo anno” documenta a Parigi, ma vale per molte zone, la situazione odierna degli universitari che aspirano a studiare medicina, vittime di un’organizzazione finalizzata a eliminare tout court e discutibilmente chi appare più debole.

Il titolo francese “Orpheline” ovvero Orfana, più significativamente dell’italiano “Quattro vite”, meglio sintetizza il percorso travagliato di una protagonista senza guida ispirato alla gioventù della co-sceneggiatrice Christelle Berthevas, testimoniando come tutto parta dalla genesi della nostra occasione e come cambiare il proprio karma sia difficile.

In concorso a Cannes nel 2019, “Little Joe” dell’austriaca Jessica Hausner, è valso alla protagonista Emily Beecham il premio quale migliore attrice ed é stato designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – SNCCI.

Joris Terlinck, potente borgomastro della cittadina fiamminga di Furnes e imprenditore self-made man, viene da tutti chiamato"Baas" ovvero padrone, la sua autorità è temuta per quell’aura d’inflessibilità crudele.

In bianco e nero, “Daunbailò”- dall’inglese Down By Low - è forse il film migliore di Jim Jarmush. 

“Una intima convinzione”, primo lungometraggio del regista francese Antoine Raimbault, affronta un tema etico che va oltre le difficoltà del sistema giudiziario e pone una riflessione all’intera società, dove soprattutto con lo sviluppo dei social, si assiste in molti campi – senza tenere conto delle prove, della scientificità dei fatti, senza documentarsi - a processi mediatici, a condanne basate esclusivamente su ipotesi, nelle quali le tifoserie hanno un ruolo che può condizionare la realtà.

VENEZIA - Nell’anno del Covid 19 la conferenza  di presentazione della 77ma mostra cinematografica di Venezia si è svolta in streaming  ed è stata sintetica.

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