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ROMA - Non sono trascorse nemmeno 24 ore dalla conclusione del raduno leghista di Pontida con le richieste perentorie di Bossi, a cui il governo dovrà tener fede entro sei mesi, che arriva la secca replica. E questa volta a contrastare il Carroccio di Bossi che chiede lo spostamento al nord di almeno quattro ministeri scendono in campo il sindaco di Roma Gianni Alemanno e  la governatrice del Lazio Renata Polverini, con tanto di gazebi allestiti al Pantheon di Roma per raccogliere le firme contro la Lega.

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ROMA – A non pochi osservatori viene da ridere a pensare alle “primarie” nel Pdl. Il marchingegno che i gerarchi berlusconiani – così come la nuovissima poltrona da “segretario” – hanno studiato per recuperare il consenso elettorale. Essi cercano di far assomigliare quello che è effettivamente un “ramo di azienda” ad un “partito” o a qualcosa che possa sembrare più vicino ai cittadini e alla democrazia. Le considerazioni degli analisti su questa ennesima mistificazione dei berlusconiani possono essere riassunte dal pensiero di Piero Ignazi, direttore scientifico della rivista “Il Mulino” e docente universitario a Bologna: “È il classico annuncio a effetto, l’ennesimo ossicino da dare in pasto ai media. Tra una settimana, un anno, ci sentiremo dire che abbiamo frainteso, capito male”.

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ROMA – Se si andasse a votare adesso, il centro-sinistra (Pd, Sel, Idv, Altri) supererebbe di 2,3 punti percentuali il centro-destra (Pdl, Lega, Destra): 42,7 contro 40,3. Secondo i principali istituti di analisi delle intenzioni di voto il dato è oramai stabile da qualche settimana. Il terzo polo (Fli, Udc, Api, Mpa) raccoglierebbe l’11% dei suffragi. Si tratta del distacco più sensibile mai registrato fino ad ora a partire dalle elezioni politiche generali dell’aprile 2008.

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Mercoledì, 01 Giugno 2011 17:59

Novità nel Pdl. Ci sarà un segretario: Alfano

ROMA - Tra conferme e smentite, pare certa la notizia di un importante cambiamento al vertice del Pdl. Questa sera, nel corso dell'ufficio di presidenza del partito, verrà creata una figura nuova all'interno del Pdl: quella di segretario politico. E quasi sicuramente sarà Angelino Alfano ad assumere questa carica.

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Falsi Rom che distribuiscono volantini in appoggio di Pisapia, ragazzi trasandati su autobus e metropolitane. Una campagna elettorale tramutata dalla destra in violenza propagandistica senza esclusione di colpi. La Procura milanese apre un’inchiesta

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MILANO - Milano è la porta d'accesso al potere berlusconiano. Dopo il primo turno delle elezioni comunali, e la sorpresa di Giuliano Pisapia (48%) che va al ballottaggio con più consensi di Letizia Moratti (41,6%), quella porta non è più blindata. Non è stata aperta, ma da oggi è socchiusa e qualche chiavistello ha ceduto. È la sorpresa maggiore di questo primo turno elettorale che ha chiamato alle urne quasi 13 milioni di elettori ma con i riflettori accessi su quattro Comuni capoluogo come Torino, Milano, Bologna, Napoli. E proprio Torino e Bologna vanno al centrosinistra al primo turno, con Napoli al ballottaggio con il candidato del Pdl Giovanni Lettieri che se la vedrà con l'outsider di Idv-Fds, Luigi De Magistris.

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ROMA - L'insediamento dei circa 13 mila seggi elettorali, avvenuto nel pomeriggio, è stato l'ultimo tassello del complesso puzzle organizzativo che darà il via a una tornata amministrativa caratterizzata da una forte valenza politica a livello nazionale. Del resto, in tempo di federalismo, in ballo c'è la guida di 1.315 comuni (30 i capoluoghi di provincia, tra cui Milano, Torino, Bologna e Napoli), e 11 province, vale a dire Mantova, Pavia, Treviso, Ravenna, Lucca, Macerata, Campobasso e Reggio Calabria, Gorizia e Trieste. Ma oltre alle sfide al calor bianco che si terranno in alcune città importanti, a dare risalto ai prossimi due giorni di voto concorre anche l'imponenza del corpo elettorale, costituito da quasi 13 milioni di cittadini, vale a dire circa un quinto della popolazione nazionale.

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ROMA -  Non c’è certo da stupirsi di quello che è successo oggi negli studi di Sky. Il confronto fra i due principali candidati, Giuliano Pisapia per il centro-sinistra e Letizia Moratti, sindaco uscente, per il centro-destra, ha dimostrato ancora una volta la scorrettezza e le miserabili menzogne che i gerarchi berlusconiani utilizzano come arma letale nelle competizioni elettorali.

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ROMA - Bossi manda un vero e proprio ultimatum al premier: «Se non vota la nostra mozione vuol dire che vuol far saltare il governo», è il messaggio recapitato dal leader del Carroccio al presidente del Consiglio che oggi, durante la cerimonia di beatificazione di Giovanni Paolo II, ha più volte parlato con il capo dello Stato Giorgio Napolitano. Impossibile dire se con certezza quale argomento abbiamo trattato, ma dall'espressione seria con cui il capo del governo ascoltava il presidente della Repubblica è facile intuire che il tema fosse di quelli delicati.

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MILANO – Mentre il governo è strenuamente impegnato per sabotare i referendum, cioè uno strumento di quella “volontà popolare” che i berlusconiani reclamano soltanto quando fa comodo a loro, nella capitale meneghina il Pdl è dilaniato dal caso Lassini, l’autore dei manifesti-vergogna che incitavano a cacciare le “Br dalle Procure”. Dopo il monito del Presidente Napolitano, le dimissioni del deplorevole artefice di una campagna vergognosa, il ramo di azienda del premier si spacca a metà, come una mela fra coloro che sostengono Lassini e coloro che invece deprecano il suo atto.

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