IL LIBRO

A rendere più complicata la vita ai romani dopo il coprifuoco arrivò anche l’ oscuramento: il Comune aveva ordinato che di sera nessuna finestra fosse illuminata, quindi o serrande abbassate o luce spenta in casa.

Una storia attraversata da una sottile tensione che domina il racconto già dal prologo, e che continua a tenere il lettore sul chi va là, come se a ogni svolta di pagina ci potesse essere una rivelazione sconvolgente

Il percorso verso Santiago di un figlio che avrebbe dovuto viaggiare con il padre 

Negli anni di guerra vigeva il coprifuoco. Lo aveva ordinato il governo per affrontare la situazione dell’ordine pubblico dopo la caduta del fascismo il 25 luglio del 1943. Nessuno poteva circolare per le strade.

La colonna di autocarri tedeschi risaliva lentamente via Livorno. Veniva dai baraccamenti che lungo i binari della ferrovia Roma-Firenze, appena fuori dalla   stazione Tiburtina, erano stati prima dei militari della nostra Guardia di Finanza e poi dei tedeschi che vi si erano acquartierati in vista del ripiegamento al nord.

L’anno scorso, in piena pandemia, La nave di Teseo ha ristampato “Il nome della rosa” di Umberto Eco, con l’aggiunta di disegni e appunti dell’autore. Come tutti i libri importanti, scritti bene e pieni di suggestione Il nome dellarosa si legge, a quarant’anni dalla prima uscita, con grande interesse e tutto d’un fiato, come si diceva dei gialli che ti appassionano.  

bianco.png