«L’ufficio era di nuovo deserto. Niente brunette dalla coscia lunga né ragazze dagli occhiali obliqui, e neppure uomini loschi con lo sguardo da gangster. Mi sono seduto alla scrivania e ho guardato la luce sfumare. I rumori della gente che rincasava si erano spenti.
Le insegne al neon cominciavano a guardarsi in cagnesco dai lati opposti del boulevard. C’era da fare qualcosa, ma non sapevo che cosa. In ogni caso, sarebbe stato tutto inutile. Ho riordinato la scrivania, ascoltando lo strisciare di un secchio sulle piastrelle del corridoio. Ho sistemato un po’ di fogli nel cassetto, ho raddrizzato il portapenne e con uno straccio ho spolverato il ripiano in vetro e poi il telefono.
Era nero, lucidissimo, nella luce calante. Non l’avrei sentito suonare. Nessuno mi avrebbe chiamato, quella sera. Forse mai più ».
Raymond Chandler, La sorellinaTraduzione di Gianni Pannofino
2026, pp. 296, € 19,00



