Mercoledì, 02 Dicembre 2020 14:45

Libri. “Servirsi del popolo” di Pietro Folena, dibattito con David Sassoli e Ferruccio De Bortoli

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E stato presentato in streaming, presso la libreria Eli di Roma, il nuovo libro di Pietro Folena “Servirsi del popolo”, edito dalla Nave di Teseo.

Pietro Folena, politico e operatore culturale, indaga le ragioni del cambiamento socio-politico avvenuto in Italia negli ultimi trent’anni in un saggio che analizza e ricostruisce storicamente le fasi salienti della vita dei partiti e dei loro leader. Con l’autore dibattevano David Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo, Ferruccio de Bortoli editorialista del Corriere della Sera.  Moderatrice del confronto Monica Giandotti, giornalista conduttrice di Unomattina

“Servirsi del popolo”, ha spiegato Pietro Folena, sebbene raccolga l’eredità di un suo libro precedente “I ragazzi di Berlinguer” - che racconta il viaggio nella cultura politica della sua generazione  - è ispirato da necessità diverse dalla militanza, anche perché il suo impegno oggi è sul versante artistico - culturale: Pietro Folena, ex parlamentare di lungo corso, è Presidente di “Metamorfosi”, associazione che organizza mostre di arte classica, moderna e contemporanea ed eventi in Italia e nel mondo, finanzia il restauro di opere d'arte, pubblica lavori scientifici nel settore e sostiene importanti istituzioni culturali del Paese. 

L’ispirazione per “Servirsi del popolo”, ha chiarito Pietro Folena, è nata dal bisogno di capire storicamente le origini, lo sviluppo e i caratteri del nuovo populismo italiano, anche perché ha costatato con meraviglia come gli storici non siano stati conquistati dall’ argomento: “Noi siamo il paese più populista d’Europa – ha affermato Folena – e mi colpisce il fatto di non vedere una riflessione sul nostro ultimo trentennio, ad eccezione di Pietro Scoppola”, con chiaro riferimento al saggio di quest’ultimo “La Repubblica dei partiti. Evoluzione e crisi di un sistema politico (1945 – 1996) ”. La cosa più rilevante negli ultimi decenni per Pietro Folena è stata il distacco graduale della società dalla politica, un processo molto lungo puntellato da assenza di proposte, motore di un vuoto nel quale si è inserito chi adottava un linguaggio più diretto.  Dalla Lega degli esordi, alla videocrazia berlusconiana, all’ultimo decennio segnato dall’affermazione del Movimento 5 Stelle fino alla nuova Lega salviniana,“il populismo è il segno di una transizione che non ha trovato ancora sbocco”, sostiene Folena, “il fascino di una soluzione di questo tipo è stato elevatissimo per l’offerta identitaria”. Nel suo libro Pietro Folena, indica le radici e le traiettorie del successo dei movimenti e dei partiti populisti e sovranisti, contro cui le  politiche democratiche devono fare i conti se vogliono sopravvivere, contro i quali è necessaria una cultura antifascista che abbia una dimensione nuova.

Ferruccio De Bortoli, giornalista di lungo corso, direttore delle più importanti testate italiane, presidente della casa editrice Longanesi, pone l’accento sul populismo che Folena chiama videocratico, quello incentrato sulla comunicazione mass-mediatica. Sottolinea che il populismo videocratico di Silvio Berlusconi nasce anche da un rapporto diretto tra il leader e il suo popolo. De Bortoli ritiene sia bene indagare la relazione tra il leader e la sua audience. Cita ad esempio il legame stretto tra Trump e il suo elettorato e rileva di aver apprezzato che Angela Merkel abbia usato tutt’altro stile e metodo.  Ferruccio De Bortoli si richiama a “La Repubblica dei partiti” di Pietro Scoppola, alla possibilità di una “comunità responsabile”. Dice di nutrire alcune speranze evidenziate da Folena nel libro: in primis in quei cittadini che si sentono “responsabili del tempio”, responsabili verso la comunità e il proprio territorio. Questa ricchezza per De Bortoli è nel capitale sociale italiano, messo alla prova dalla pandemia, che pure si è espresso in una solidarietà evidente e a tutti tangibile.

Il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli si dice grato a Folena per quest’opportuna indagine sull’Italia negli ultimi trent’anni. Sottolinea come ciò che si chiama populismo sia qualcosa che è diventato ideologia nazionalista e autarchia, resa tanto più evidente dall’operato senza trasparenza di alcuni. Ciò, secondo Sassoli, chiama in causa i partiti come strumenti - architrave della democrazia, comporta il come sostenere e far funzionare una democrazia europea. “Le forze politiche che sono in campo – afferma Sassoli – oggi assomigliano più a delle cooperative che a veri partiti”. La domanda più interessante che suggerisce il libro di Folena, per Sassoli è come si possono sconfiggere quell’insieme di comportamenti e idee che noi chiamiamo populismo. Pensa che Pietro Folena abbia ragione a dire che non bisogna demonizzare il populismo, ma studiare cosa lo ha provocato: il populismo pone quesiti che è bene suscitare in un dibattito pubblico, senza tabù e senza pigrizia.  “La prima grande crisi globale ci chiede di guarire il mondo con uno sguardo nuovo” conclude il Presidente del Parlamento Europeo.

Pietro Folena

Servirsi del popolo

Editore: La nave di Teseo

Collana: I fari

Anno edizione: 2020

Pagine: 224 p., Rilegato

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

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