Mercoledì, 29 Gennaio 2014 14:51

4. Lo scorrere del tempo

ROMA - Il sole quel giorno era alto; un bel giorno per essere dicembre, stranamente caldo, quasi primaverile. Pietro stava cercando di chiamare il cugino ma questo non si faceva sentire. Orazio nel frattempo aveva avuto la brillante idea di andare per qualche settimana in Spagna dove aveva vissuto per qualche tempo in precedenza per ritrovare i suoi vecchi amici.

Lunedì, 20 Gennaio 2014 08:29

Scambio e convenienza (terza parte)

 

In quel posto Orazio imparò tante cose a livello umano che tutt’ora porta con sé. Chissà se queste persone, che vivono come nel passato, senza luce, senza gas, senza riscaldamento, senza televisione, senza nulla, riusciranno a resistere fino alla fine dei loro giorni, circondati da un tipo di vita consumistica che arriva anche in quei posti tramite alcuni turisti proponendo comodità facili e veloci.

Il 19 aprile 1774, alle cinque e mezza del pomeriggio, il grandioso teatro dell’Opera di Parigi mandò in scena la prima di Ifigenia in Aulide di Christoph Willibald Gluck. Nel palco d’onore il conte e la contessa di Provenza, la duchessa di Chartres e di Borbone, Luigi Augusto e Maria Antonietta e accanto a lei la principessa di Lamballe, sua amica del cuore, tanto pia quanto buffa, sotto un’acconciatura a grattacielo.

Sabato, 11 Gennaio 2014 14:55

Una domenica mattina

In una fredda domenica invernale mi ero concessa il lusso di un lungo sonno ristoratore. Quando aprii gli occhi erano pressappoco le undici. Fui felicissima di potermi stiracchiare nel letto per qualche altro minuto senza nessuna fretta, anzi rallentai all’estremo ogni singolo movimento proprio per il gusto di sfidare le lancette dell’orologio che negli altri giorni della settimana erano lame sottili contro il mio sistema nervoso. 

Published in Lessico famigliare

Parigi, Porta della Conferenza, 8 giugno 1773, ore 11.30: la prima carrozza, proveniente dalla strada di Versailles, sollevò grida di giubilo, quando apparve. Un fremito scosse Brissac, governatore della città, Michodière, comandante della gendarmeria, Sartine, responsabile dell’ordine pubblico.

Domenica, 29 Dicembre 2013 11:02

Speranza e conoscenza (seconda parte)

Quanti pensieri gli attraversavano la testa, quanto scorreva veloce il tempo e nel contempo quanto sembrava lungo ogni attimo. A volte aveva paura, o meglio direi angoscia. L’angoscia infatti non è paura per qualcosa di definito, di determinato, ma anzi è paura per qualcosa che non si può definire. Orazio pensava alla morte, Orazio aveva paura della morte e questo pensiero, in certe notti a volte malinconiche, lo tormentava mettendolo alle strette con se stesso e con le sue risposte.

Sabato, 21 Dicembre 2013 07:40

Speranza e conoscenza (prima parte)

Il tempo sembrava non passare mai, ogni ora che passava, ad Orazio sembravano giornate intere. Il tempo così mal vissuto era il segno dell’inesorabile voglia di fuggire. Ma come? Dove? … Intanto mancavano due giorni al nuovo anno e tutti i conoscenti di Campanin avevano come al solito trovato cosa fare, tutti eccetto lui.

Dal 1772 il Beneamato, che aveva più di sessant’anni ed era per l’epoca un signore davvero anziano, abbandonò i pranzi in pubblico, relegandoli a rare cerimonie ufficiali, e si ritirò in pace nei suoi “piccoli appartamenti” al Petit Trianon, in mezzo al verde con l’entrata principale sul giardino, costruito dall’architetto Gabriel per la precedente favorita, la marchesa di Pompadour.

Venerdì, 13 Dicembre 2013 19:20

Vita da giovani (Parte seconda)

Terminato il ricco pranzo nel giro di dieci minuti, Orazio prova a chiamare il suo unico amico, che poi è suo cugino Pietro, detto Pedro, 30 anni, laureato all’ accademia di Belle Arti di Venezia e ora disoccupato da due anni, che poi sono quelli che hanno seguito la laurea. “Ehi! Allora?- disse Orazio- tutto a posto? Che fai?”. “Si dai, solito.. ehh…Ho appena finito di mangiare - rispose Pietro - e tu?” “Io? Io niente.. che facciamo? Andiamo a fare un giro? “Si può fare dai, ma dove?” rispose Pietro sempre con il suo solito tono da cane bastonato. “Che ne so, tu vieni e poi ci penseremo!” replicò Orazio come al solito infastidito da questo atteggiamento di costante precarietà esistenziale del cugino. 

ROMA - Il ramo materno della famiglia di Luigi XVI aveva un gene che li rendeva enormi: tranne l’avvenente conte d’Artois, sfuggito per caso a questa maledizione, il delfino e l’altro suo fratello, il conte di Provenza, la sorella più piccola Clotilde, erano sproporzionati.

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