Visualizza articoli per tag: ostaggio

ROMA - Ad oggi 54 giornalisti sono in ostaggio nel mondo, anche una donna: il 35% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

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ANKARA - Il magistrato turco Mehmet Selim Kiraz, responsabile dell'inchiesta sull'uccisione del quattordicenne Berkin Elvan durante le manifestazioni di Gezi Park, e' stato preso in ostaggio in tribunale da presunti membri del gruppo di estrema sinistra Dhkp-C, secondo Hurriyet online. Colpi di arma da fuoco sono stati udito nell'edificio.

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ROMA - Un giorno per ricordare la pena di morte nel mondo. 24 ore per scandire il ritmo di un cuore in sospeso tra la vita e la morte. Il 10 ottobre per parlare di tortura e degli aspetti crudeli e disumani della pena capitale. Lo fa Amnesty International con una giornata che richiama l’attenzione su una pratica spietata dove s’investe l’uomo del diritto di uccidere un suo simile.

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MARRAKECH - Appena lunedì scorso ero a Marrakech. Al cafè Argana ci sono stata anche io, come quasi tutti gli stranieri che passano nella città marocchina, a riposarmi dalle fatiche della Medina e a godere il panaroma di una delle piazze più pazze del mondo. Un caffé, o una coca, dato che la birra, ciò che ardentemente desideravo, non è permessa.

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Venerdì, 08 Aprile 2011 17:59

Il Lavoro Mobilita. Tutti in piazza il 9 aprile

RAVENNA - “Precario: dal latino precarium “ottenuto con preghiere”; derivato da prex, precis “preghiera”. Nella sua rozzezza di lingua da guerrieri, in barba alle sottigliezze del “volgare” che con il termine “precario” indica più l’instabilità, il disequilibrio, la temporaneità, il latino non edulcora, non tranquillizza e, soprattutto, non si preoccupa di nascondere il concetto e con crudezza manifesta tutto il valore di “concessione”, di “favore” che, in realtà, il lemma sottintende.

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MILANO - Ci risiamo, il dissenso popolare scatena sempre la parola “vergogna  e faziosità” nel presidente a cui non piace essere messo in discussione.

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ROMA - Una piazza gremita con gli accessi oramai chiusi a tutti poco dopo le 14. Una marea di donne con cartelli scherzosi e scritte irriverenti sui "bunga bunga" del premier, che hanno fatto di noi un Paese-barzelletta in tutto il mondo. Donne che si ribellano al fatto che un Presidente del Consiglio possa fornire un'immagine così squallida della donna e del suo corpo.

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