Grazie ad un’innovativa tecnologia finora utilizzata solo per lo studio di manoscritti, tessili e dipinti risalenti al massimo a qualche centinaio di anni fa, il team di ricercatori è riuscito a sequenziare le proteine della pelle mummificata e a caratterizzare il microbioma presente sulla superficie del corpo di una giovane donna vissuta a Gebelein (Alto Egitto) durante l’Antico Regno, oltre 4000 anni fa. I rice

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Uno studio coordinato dall’Istituto di scienze marine del Cnr ha dimostrato - in una ricerca pubblicata su Science Advances - che le fibre tessili sono estremamente diffuse in mare ma solo l’8% sono effettivamente sintetiche: per lo più sono composte da polimeri naturali, come lana e cotone, i cui tempi di biodegradazione non sono però ancora noti.

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Aurisicchio Ad Takis: “Un’opportunità sinergica e nuovi stimoli”. Lucio Rovati, Presidente e Direttore Scientifico di Rottapharm Biotech; “non solo i capitali per la prima fase di sperimentazione, ma soprattutto il supporto tecnico” 

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Un nuovo studio dell’Istituto officina dei materiali del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iom) in collaborazione con la Sissa (Scuola internazionale superiore di studi avanzati) fa luce sul funzionamento dello spliceosoma.

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Lo studio, condotto da un team di ricerca del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibe, Ismn), è pubblicato su Processes. Se saranno confermate le indagini preliminari sul ruolo di tali molecole contro il Covid-19, la metodologia per cavitazione idrodinamica sviluppata dal Cnr potrebbe renderle disponibili su vasta scala 

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Uno studio dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr e dell’Ispro, in collaborazione con l’Università di Firenze, pubblicato su Science Advances, ha messo in evidenza l’attivazione di uno dei meccanismi dell’immunità innata contro il virus  

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All’Istituto nazionale di ottica del Cnr è stato dimostrato un metodo unico per l’analisi spettrochimica dei materiali che si basa sull’evaporazione di una goccia di liquido poggiata sulla punta di una fibra ottica attraversata dalla luce. I risultati dell’esperimento, descritto su Nature Communications, permettono la realizzazione di un nuovo tipo di spettrometro automatico, miniaturizzato ed economico, che apre un nuovo orizzonte di applicazioni per la spettroscopia e il sensing biochimico

In un articolo pubblicato sulla rivista Nature Communications, i ricercatori dell’Istituto nazionale di ottica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ino) di Pozzuoli hanno ideato e dimostrato un sistema semplice per analizzare il contenuto spettrale di una qualsiasi radiazione. Tale tecnica rende possibile individuare e quantificare la presenza di specifiche molecole in un campione, grazie alla traccia impressa nella radiazione che lo attraversa o ne viene riflessa. 

“L’analisi spettrochimica è fondamentale per tutte le discipline scientifiche e per innumerevoli applicazioni industriali, ma nella maggior parte dei casi richiede strumentazioni da laboratorio ingombranti e costose”, afferma Gianluca Gagliardi ricercatore Cnr-Ino responsabile della sezione di Napoli. “L’esperimento condotto al Cnr-Ino mostra che tale analisi può essere realizzata dal più semplice dei sistemi microfluidici: una goccia sulla punta di una fibra ottica. La radiazione da investigare, inviata attraverso la fibra ottica, viene riflessa prima dall’estremità della fibra e poi dalla superficie della goccia. La sovrapposizione delle due retroriflessioni all’interno della fibra genera così un segnale di interferenza. Poiché la superficie della goccia recede durante l’evaporazione del liquido, il segnale di interferenza cambia nel tempo e, dalla sua variazione, può essere ricavata l’informazione sullo spettro elettromagnetico della radiazione incidente tramite un procedimento matematico quasi istantaneo”. 

“L’apparato goccia-fibra descritto è analogo ad un interferometro a braccio mobile, che è l’elemento chiave dei diffusissimi spettrometri in trasformata di Fourier. Ma in questo caso il motore della scansione è la spontanea evaporazione del liquido”, spiega Pietro Malara, ricercatore del Cnr-Ino a Napoli. “La semplicità del sistema e l’assenza di parti meccaniche in movimento permettono di realizzare uno spettrometro miniaturizzato con costi contenuti, robusto e capace di operare automaticamente in assenza di sorgenti di energia. La tecnica dimostrata apre dunque un nuovo orizzonte per le applicazioni dell’analisi spettrochimica”.

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Laboratori scientifici in prima linea, l’importanza della ricerca e dello sviluppo 

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Passi avanti nella comprensione del meccanismo di splicing, il “taglia e cuci” attraverso cui le cellule convertono l’informazione genetica in una forma pronta per innescare la sintesi proteica. Lo studio dell’Istituto officina dei materiali del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iom) pubblicato su Acs Catalysis, spiega per la prima volta come avviene la seconda fase del meccanismo chimico di splicing, per eventuali terapie di patologie connesse, come le leucemie e altri tipi di tumore 

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Sono tutte in lizza per il vaccino anti Covid-19 e rappresentano un’eccellenza italiana riconoscoiuta a livello internazionale. Si tratta di tre aziende di cui si parla molto in questi giorni. Ma cosa accomuna l’IRBM, la Reithera e la Takis?

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