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ROMA - Siamo quasi in dirittura d'arrivo per le prossime elezioni amministrative che si terranno il 15 e il 16 maggio in 1.344 comuni italiani. Quale sia l'ambito traguardo politico tanto agognato dalle truppe dei candidati scesi in campo, da destra a sinistra e viceversa, non è sempre dato a sapere, ma l'importante per alcuni di loro è esserci, a prescindere. Chi per dar man forte allo zio, al cugino, al cognato che gareggia per la prima poltrona, chi per conquistare un  posticino perchè non si sa mai con questi tempi, e chi semplicemente per forza dell'abitudine.

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ROMA - Anche i maggiori partiti politici sono sul piede di guerra per le scelte del Ministro Maroni che ha deciso di separare Referendum ed Amministrative gettando dalla finestra diverse centinaia di milioni di euro. Il Ministro si difende dicendo: "Il decreto di indizione dei comizi elettorali riguarda le amministrative, il referendum è un'altra cosa".

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Nonostante manchino ancora due anni alle elezioni presidenziali, Bersani ha già prospettato a Casini l’obiettivo cui lo stesso leader dell’Udc aspira. Condizione essenziale: archiviare per sempre Berlusconi

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ROMA - Abbassare i toni, altrimenti la legislatura è a rischio. Dopo l'incontro di ieri al Colle con Silvio Berlusconi, dal Quirinale arriva un nuovo monito di Giorgio Napolitano. Del faccia a faccia tra i due, precisa una nota del Colle, sono state date «libere interpretazioni e, in qualche caso, anche ricostruzioni fantasiose perfino con frasi virgolettate mai pronunciate da nessuno degli interlocutori». Il presidente della Repubblica smentisce, dunque, che sarebbero state evocate dal presidente del Consiglio manifestazioni di piazza e lascia intendere «in assenza di uno sforzo», anche la possibilità di uno scioglimento delle Camere.

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ROMA - Più chiara di così l’Anci, la Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, oggi proprio non poteva essere.

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ROMA – La dichiarazione è riportata dall’Ansa delle 17.55. A parlare è il capogruppo dei deputati pidiellini Fabrizio Cicchitto e quindi arriva da uno dei massimi dirigenti berlusconiani: “Valuteremo se ci sono le condizioni di sviluppare l'attività del governo come noi auspichiamo o se dovrà esserci un ricorso al corpo elettorale per difendere la libertà di tutti”.

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Domenica, 12 Dicembre 2010 20:20

L'insostenibile fragilità della democrazia africana

NOUACHOTT - Sono passate 2 settimane dal voto in Costa d'Avorio ed ad oggi vi sono due presidenti: uno (Ouattara) riconosciuto dalla quasi totalità dei rappresentanti esteri e da tutta la comunità internazionali (Onu in primis) ma la cui elezione non è stata ritenuta valida dalla corte costituzionale, l'organo supremo che sancisce il vincitore delle elezioni presidenziali per la legge ivoriania; l’altro (Gbagbo) proclamato dalla Corte Costituzionale (quindi legalmente Presidente), già divenuto presidente grazie al sovvertimento del risultato dell'elezione nel 2000.

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MILANO – Il caimano torna alla riscossa e alza la voce, dettando le condizioni per quelle che già qualcuno ha definito le “elezioni ad personam”. Lui si dice convinto che otterrà la fiducia in entrambe le Camere ma, se non sarà così, si andrà a votare per rinnovare soltanto la Camera dei deputati, dove il centro-destra non ha più la fiducia.

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WASHINGTON - I pronostici davano per certa una clamorosa debacle, ma alla fine la notte più lunga del presidente Obama si è conclusa con una sconfitta a metà, che sa quasi di vittoria.

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