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PONTASSIEVE – Carlo Cassola, tra il 1958 e il 1959, scriveva il romanzo “La ragazza di Bube”, Premio Strega del 1960. Tre anni dopo Luigi Comencini lo portava sullo schermo dando alla “ragazza” il volto di Claudia Cardinale che conquistò il Nastro d’argento per la migliore attrice protagonista.

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ROMA - La Consulta ha detto no. I referendum elettorali sono stati bocciati ed i quesiti ritenuti inammissibili. Rabbia e delusione nei comitati promotori, con Di Pietro che non riesce a nascondere il suo risentimento. Il bersaglio diventa soprattutto il presidente Napolitano, individuato come simbolo di un sistema politico che secondo Di Pietro beneficerebbe di questa decisione.

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ROMA – Per un premier come Silvio Berlusconi è normale condurre la conferenza stampa alla fine dell’incontro con le parte sociali e scherzare facendo finta che non stia succedendo nulla sui mercati finanziari. Peggio: dire che gli indici di Borsa non sono affatto importanti. “Sono cresciuto con mio padre che diceva che le Borse indicano soltanto due volte al giorno l’ora esatta, tutte le altre sono sbagliate”. Poi, con la sua solita faccia tosta, afferma: “Ho aziende in Borsa, io investirei prepotentemente nelle mie aziende che continuano a fare utili”.

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ROMA – Nessuno lo aveva mai visto, così, in versione soft. Sorridente, accomodante, tollerante. Antonio di Pietro ha subito una vera e propria metamorfosi. Nell’ultimo dibattito parlamentare, per la fiducia sul decreto sviluppo, ha esordito ringraziando il Presidente del Consiglio per l’ascolto benigno che vuole concedere alle opposizioni. Lui, il magnate di Arcore, ascolta e poi va addirittura a sedersi vicino all’ex rullo compressore di Mani pulite. Soltanto qualche mese fa esordiva: “Lei, Presidente, è uno stupratore della democrazia”, producendo l’irato sdegno del premier e quello delle sue truppe cammellate.

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ROMA – “Botta continua. Silvio apri la borsa” titola oggi “Libero”. “Ha vinto la paura”, invece, secondo “Il Giornale”. Nel primo, un editoriale del direttore Maurizio Belpietro fa notare come la sinistra abbia perfino sfruttato papa Ratzinger per vincere il referendum, dato che Benedetto XVI, in un suo discorso poco prima del voto, aveva rimarcato l’importanza dell’ambiente e delle risorse comuni alle popolazioni. Poi Belpietro si consola, con la sua inviata romana a piazza del Popolo, notando come a festeggiare in piazza ci siano pochissime persone: “Impressionante: non c’è nessuno” scrive l’attonita giornalista.

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ROMA – Ai pirati berlusconiani non è riuscito l’ultimo assalto, quello che avrebbe comportato un ricco bottino: il fallimento dei referendum indetti dall’Idv e da altre organizzazioni ecologiste, fra i quali c’è quello pericolosissimo, per Berlusconi, del legittimo impedimento. L’avevano studiata in punto di diritto, manomettendo, con un meccanismo che non ha convinto i giudici della Corte di Cassazione, il quesito referendario ma senza optare per una scelta definitiva contro il nucleare. In realtà, con il provvedimento manipolativo approvato dalla maggioranza, si era solamente posticipata l’individuazione dei nuovo siti, collegandola a future e ipotetiche indagini sulla sicurezza da approntare in ambito comunitario. Insomma, una vera e propria rapina ai danni di un diritto costituzionale, sancito dall’articolo 75.

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ROMA – Come quei combattenti dell’esercito del Sol Levante che non si erano ancora resi conto della sconfitta contro gli americani, oggi gerarchi e gerarchetti della destra, con in testa il duce di Arcore, si dicono convinti di poter recuperare il consenso popolare e annunciano – forse per la ventunesima volta dal 1994 – la grande “riforma fiscale”.

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Una sentenza della Corte Costituzionale ribadisce che se non c’è una vera abrogazione delle norme oggetto della consultazione, il referendum si deve svolgere lo stesso

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ROMA - L'atomo elettrico tornerà «solo con una decisione coordinata di tutta l'Europa». Lo afferma il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, in un' intervista al Sole 24 Ore, in cui sottolinea che un ritorno al nucleare potrà essere riprogrammato «solo quando verranno chiarite tutte le conseguenze e le incognite del disastro di Fukushima». Nel frattempo avanti con una «soluzione equilibrata» che garantisca «lo sviluppo a costi sostenibili» delle energie rinnovabili.

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La decisione-beffa del governo, che procrastina la costruzione delle centrali per impedire lo svolgimento dei referendum, in particolar modo quello sul "legittimo impedimento". Insorgono Di Pietro e i referendari

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