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Sabato, 20 Febbraio 2016 11:02

Al Sud la sanità non paga

VENEZIA - Le Asl del Sud non pagano i fornitori. O meglio, sottolinea la CGIA, lo fanno con ritardi spaventosi.  Gli ultimi dati del 2015 ci dicono che l’Azienda  sanitaria regionale del Molise salda i propri creditori dopo 412 giorni dal limite previsto  dalla legge che, ricordiamo, stabilisce che la transazione economica debba avvenire entro 60 giorni dall’emissione della fattura. L’Asl di Napoli 1 Centro, invece, presenta un ritardo medio di 401 giorni, mentre quella di Roma A si ferma a 397 giorni, quella di Catanzaro a 315 e quella di Bari a 92 giorni.

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ROMA - E’ uscito il 7 agosto il decreto di riparto dei punti organico per le università. Il decreto è simile a quello dell’anno scorso con due importanti novità : la prima è il tetto minimo garantito agli atenei che riceveranno almeno il 30% dei punti organico dell’anno precedente. Il secondo aspetto è il tetto massimo al turn over che quest’anno non è definito solo a livello di sistema ( al 50% ) ma anche a livello di ateneo ( al 110%).

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ROMA - "Con una lettera abbiamo chiesto alla presidenza della Camera di avere il governo in Aula per un''informativa sulla condizione del Mezzogiorno e oggi, in conferenza dei capigruppo, rinnoveremo la richiesta per una pronta calendarizzazione".

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ROMA - ”Il numero degli occupati nel Mezzogiorno, ancora in calo nel 2014, arriva a 5,8 milioni, il livello più basso almeno dal 1977, anno di inizio delle serie storiche Istat".

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TARANTO - Il rapporto Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) è impietoso. La crisi delle regioni meridionali rischia di ridurre la popolazione di 4 milioni in cinquant’anni, a causa dell’emigrazione e di un rapporto nascite-morti paragonabile solo a quello del 1867. Gli ultimi quattro anni hanno visto impennare nel Meridione del 40% il numero delle famiglie povere. La disoccupazione è al 31%, la Calabria ha un pil pari alla metà di quello di Val d’Aosta e Trentino-Alto Adige.Crisi?

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Martedì, 05 Agosto 2014 10:08

La crisi del Mezzogiorno

ROMA - Credevo di essere un inguaribile pessimista quando, in alcuni articoli scritti nelle ultime settimane, cercavo di mettere in luce alcuni tra i problemi essenziali e, a mio avviso, urgenti del Paese in cui viviamo. E citavo allora, prima di tutto, la questione – che ha ormai secoli alle spalle – del divario tra le varie parti dell’Italia e le condizioni complessive in cui è tutto l’edificio della pubblica istruzione, concentrando la mia attenzione per ovvi motivi sull’istruzione universitaria che si trova in condizioni davvero gravi come ha scritto con molta precisione  il collega filologo Piero Boitani che qualche anno fa ebbi la fortuna di conoscere e frequentare.

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L’andamento occupazionale nel sud e’ addirittura migliore che nel centro nord

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ROMA - OCSE-PISA 2012, non un evento sportivo da ricordare, ma il nome di un progetto che ha come finalità la misurazione delle competenze degli studenti in matematica, scienze, lettura e problem solving. Quella del 2012 è stata la quinta edizione di PISA (Programme for International Student Assessment), indagine promossa dall’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo Sviluppo Economico).

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ROMA - Massiccia emigrazione al Centro Nord, consumi in ritirata da cinque anni, disoccupazione reale che supera il 28%, tasse in crescita e spesa pubblica in riduzione, una famiglia su 7 guadagna meno di mille euro al mese, e in un caso su quattro il rischio povertà resta anche con due stipendi in casa.

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Domenica, 30 Giugno 2013 16:38

I problemi del sud e la destra italiana

La cosa davvero indecente è che un partito dichiaratamente razzista e secessionista come la Lega Nord, che fu di Umberto Bossi e fa capo oggi a Roberto Maroni, abbia – grazie all’alleanza con il leader populista di Arcore, Silvio Berlusconi, deciso se  gli converrà, a staccare la spina al governo di Enrico Letta nel prossimo ottobre – un peso notevole nella politica italiana e attacchi il centro-sinistra per la politica economica a favore del Mezzogiorno.

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