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ROMA - “Oggi con il Papa, nel digiuno e nel raccoglimento per scongiurare la guerra in Siria e per pregare per la pace. La forza della testimonianza delle parole di pace e dialogo di Papa Francesco è già più penetrante nelle coscienze degli uomini e delle donne del mondo intero di quei governanti che, invece, approntano le armi e le usano per regolare conti o conflitti o per “dare una lezione” a un dittatore.

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CITTA' DEL VATICANO - Oggi è il giorno della veglia e della pace chiesta dal Papa Francesco per dire no alla guerra. «La pace è un bene che supera ogni barriera, perché è un bene di tutta l'umanità».

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Venerdì, 06 Settembre 2013 12:06

Siria. Un sabato per dire no alla guerra

ROMA - Noi ci saremo. In piazza S.Pietro a Roma sabato prossimo contro la guerra in Siria. E raccogliamo volentieri l’appello di Papa Francesco, aderendo anche allo sciopero della fame. Siamo ad una tragica svolta della vicenda del Medio Oriente, relegata agli ultimi posti del dibattito pubblico e politico italiano.

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Lunedì, 02 Settembre 2013 19:45

Per fortuna, Obama non è Bush

ROMA - A parte i nomi e la pericolosità del nemico, specie per quanto concerne le possibili ricadute sulla già esplosiva regione mediorientale, rispetto a dieci anni fa non è cambiato nulla. C’è la Siria al posto dell’Iraq, Assad al posto di Saddam Hussein, papa Bergoglio a denunciare preventivamente la barbarie e la disumanità di qualunque conflitto al posto di papa Wojtyla e infine Obama al posto di Bush a mostrare i muscoli di un’America che, per la sua storia, il suo ruolo e l’ambizione di conservare la leadership mondiale nonostante l’avanzata cinese, non può rimanere inerte di fronte a una carneficina di proporzioni spaventose.

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Lunedì, 02 Settembre 2013 15:27

Siria. Il Papa interviene, mai più la guerra

ROMA  «Mai più la guerra! Mai più la guerra!». Così Papa Francesco ha scritto su Twitter, riferendosi su quanto sta accadendo in Siria.

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Domenica, 01 Settembre 2013 16:46

La crisi siriana. Sarà Damasco la nostra Sarajevo?

ROMA - Sarà Damasco la nostra Sarajevo? Mai nel passato recente un intervento armato, sia puro circoscritto e limitato nel tempo come vuole Obama, ha tutte le possibilità di trasformarsi in un conflitto di portata generale. E ci sarà pure una qualche ragione se il ministro degli Esteri italiano, Emma Bonino, per giustificare la contrarietà del nostro Paese all'intervento militare abbia fatto esplicitamente riferimento ai rischi di una nuova guerra mondiale.

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Mercoledì, 28 Agosto 2013 17:36

Siria. La pistola fumante

ROMA - Prima o poi bisognerà parlarne, anche se so che si tratta di un argomento molto scottante. Ma sulla Siria ho molti dubbi, da sempre, e faccio fatica a non intervenire. So anche che è un discorso difficilmente digeribile, riceverò repliche sdegnate, ma vi prego di ragionare.

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ROMA - Domani – o addirittura oggi stesso – gli Usa e la Nato daranno il via a un’operazione di guerra in Siria. Aerea, ovviamente. Infilarsi in un’operazione che preveda un intervento di terra sarebbe una follia, visto che poi comunque la carne da cannone è già sul campo a farsi cannoneggiare dopo che per mesi le armi e gli aiuti all’opposizione a Assad pagati dalle democrazie occidentali sono andati “a regime”.

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Sabato, 17 Agosto 2013 20:24

Padre Dall’Oglio-Quirico, cosa succede?

ROMA - Ancora notizie contraddittorie su “padre Abuna”, scomparso in Siria ormai da tre settimane, ma dopo il drammatico annuncio della sua morte, le ultime informazioni sembrano decisamente più confortanti. “Padre Paolo Dall’Oglio sta bene e non è stato ucciso come sostengono alcuni esponenti dell’opposizione siriana”, ha dichiarato l’editore e il fondatore dell’emittente di Aleppo Orient tv Ghassan Abboud.

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ROMA - In Egitto nelle ore appena scorse si è compiuto un massacro, centinaia di morti e feriti, secondo le stime ufficiali, mentre i fratelli musulmani parlano di 4500 vittime. Chi è in Egitto e ha assistito al bagno di sangue racconta di 2300 morti e di più di 7000 feriti. Domani sono previste altre manifestazioni contro il governo che ha già annunciato di voler continuare con questa sanguinaria repressione. Sui social network vengono postate le immagini di questo orrore, dall’Egitto ci chiedono di condividere le immagini e le notizie per far conoscere al resto del mondo quello che sta accadendo.

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