Sabato, 19 Luglio 2014 10:10

Crisi. Nel 2014 a rischio 136 mila posti di lavoro, in aumento tensioni sociali

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Presentato XI Rapporto Industria della Cisl. Aumenta la disoccupazione, aumenta la cig, aumentano le tensioni sociali. Necessarie politiche per il lavoro

ROMA  - Secondo la stima della Cisl contenuta nell'XI Rapporto Industria nel corso del 2014 i lavoratori a rischio di perdita di lavoro è di 136.616 unità, in aumento di 13.486 unità rispetto alle previsioni del 2013. In costante crescita il numero di interventi per le persone che hanno perso il lavoro. Fra il 2010 e il 2013, aumenta del 66,5% fino a 2.186.358 di interventi di sostegno nel 2013. 

L'incremento maggiore riguarda i lavoratori in mobilità (+81,8%), che sono 217.597 nel 2013. Nel Rapporto Industria la Cisl chiede un confronto al governo per «costruire un Progetto 'Italia 2020', orientato alla crescita, alla progettualità, alle reti d'investimento private e pubbliche, all'innovazione, alla qualità della vita e dell'ambiente. Occorre investire sul futuro, occorre dare vita a processi che costruiscano un popolo».

Il negoziato dovrebbe affrontare i temi: 

1 - dell'Unione Europea, che deve porre al centro delle proprie politiche il perseguimento di una crescita sostenibile;

2 - della Politica Industriale, con la costruzione di un'Agenda per l' «Italia 2020»;

3 - dell' efficienza ed efficacia nell'impiego dei Fondi Europei;

4 - delle Politiche dell'energia e delle Infrastrutture,  quest'ultime attraverso il Fondo di Sviluppo e Coesione e la

Cassa Depositi e Presititi:

5 - delle Politiche per il lavoro.

«Ora che il Jobs Act si va concretizzando appare chiaro che l'enfasi dominante è posta sulla modifica delle regole relative al lavoro, che ben poco possono incidere sull'occupazione in assenza di misure più robuste per la crescita». È quanto si legge nel Rapporto.

Continuare a mettere mano a riforme del lavoro appena varate e che ancora non hanno avuto modo di dispiegare alcun effetto, rischia di essere inutile, se non addirittura dannoso, creando una pericolosa altalena fra attese ed incertezze«, continua. »Ci si dovrebbe concentrare solo su ciò che è rimasto incompiuto, vale a dire il necessario allargamento delle tutele in caso di crisi aziendale e disoccupazione, il contrasto al falso lavoro autonomo e il decollo delle politiche attive del lavoro«. Inoltre si legge sempre nel rapporto: «Sono in aumento i divari e le tensioni sociali».  «Un aumento impressionante dei divari, fra territori, imprese e mercato del lavoro, è il colpo di coda di una crisi, in cui la selezione determinata da un mercato in progressiva riduzione ha provocato anche un'ampia ristrutturazione del tessuto produttivo», sottolinea lo studio.

«Lo strascico di situazioni critiche aziendali è evidente nel fatto che la cassa integrazione guadagni straordinaria e la cassa in deroga, indicative di crisi lunghe e ristrutturazioni nelle imprese, coprono ormai circa il 70% delle ore erogate. I dati sulle ore complessive autorizzate di Cassa integrazione nel primo quadrimestre 2014, distribuiti per regioni, mostrano una concentrazione netta in Lombardia (26,2%) e Piemonte (12,4%)».

(Dire)

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