Domenica, 05 Giugno 2016 14:29

Bankitalia. Rischio crescita. Salari al minimo storico

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ROMA  - La crescita dei salari potrebbe toccare il "minimo storico" nel 2016. Senza la sigla di nuovi contratti l'incremento delle retribuzioni quest''anno si dimezzerebbero rispetto al 2015, fermandosi allo 0,8%.

A lanciare l'allarme è Bankitalia che, nella relazione annuale, descrive una dinamica salariale che mostra già da tempo segni di rallentamento, e che a partire dalla fine del 2015 si è "ulteriormente affievolita". Lo scorso marzo i contratti non rinnovati pesavano per circa il 50% per cento del monte salari. Palazzo Koch spiega che anche i pochi contratti rinnovati nella seconda metà del 2015 "non prevedono tranche di aumento significative nel corso del 2016" perché riflettono aspettative di inflazione deboli. Stime di Bankitalia rivelano che a partire dal 2008 è cresciuto il grado di correlazione tra variazione dei salari e aspettative di inflazione. Gli accordi raggiunti in alcuni settori, come quello della chimica-farmaceutica e della gomma-plastica, prevedono "possibili futuri aggiustamenti" in caso di una inflazione che si discosti in modo significativo da quella presa a riferimento nel contratto. Il "rischio", secondo Bankitalia, è di una "ulteriore intensificazione delle pressioni al ribasso sulla dinamica dei prezzi, se l''evoluzione dell''inflazione dovesse continuare a essere peggiore di quella prevista nei contratti".  

Inoltre si è "rafforzata" la relazione negativa, tra dinamica delle retribuzioni e tasso di disoccupazione. La progressiva diffusione di elementi variabili della retribuzione, sommato al ricorso ai contratti a tempo determinato, ha consentito alle imprese di "negoziare con i lavoratori salari più in linea con le condizioni cicliche, prevalenti al momento della stipula del contratto di lavoro". Secondo gli studi di Bankitalia le imprese più grandi hanno limitato la crescita dei salari medi unitari, mentre quelle minori hanno ridotto l''occupazione con maggiore frequenza. Inoltre si evidenzia che le imprese medie piccole "pagano salari più bassi, prossimi ai minimi fissati dai contratti nazionali e spesso privi di componenti salariali aggiuntive, quali bonus".

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