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ATENE - La Grecia non ha dubbi, prima viene il mandato elettorale e quindi il volere dei cittadini e poi si tratta.

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Mercoledì, 11 Febbraio 2015 10:34

Il destino dell’Europa è legato alla Grecia

ROMA - Le vicende a cui stiamo assistendo all'indomani dell'esito delle votazioni in Grecia ci fanno ben comprendere quale sia lo stato di salute della democrazia in Europa. Infatti, Bce, Ue e Fmi, unitamente ad alcuni premier europei, stanno facendo di tutto per boicottare la volontà espressa dal popolo greco, che con Tsipras ha votato un programma alternativo a quello fallimentare dell'austerity, fin qui esperito per uscire dalla crisi.

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Lunedì, 09 Febbraio 2015 19:41

Ucraina. In pericolo la pace in Europa

ROMA - Nel conflitto in Ucraina e' "l'ordine della pace in Europa" a essere la posta in palio: e' il monito lanciato da Angela Merkel durante la conferenza stampa congiunta tenuta a Washington con il presidente americano Barack Obama.

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ROMA - L’importanza di un accordo tra l’Europa ed Atene può essere meglio compresa esaminando le dimensioni del debito greco e chi sono i principali creditori. Cominciamo dal primo punto: dopo una crisi del debito che ha rischiato di affondare l’intera zona euro, sei anni di recessione e ben due pacchetti di salvataggio, la Grecia si ritrova con un debito pubblico che supera i 320 miliardi di euro. Cioè, nonostante due ristrutturazioni, il 175% del proprio Prodotto interno lordo. Quanto al secondo punto, principale creditrice per circa il 60% del debito totale è la zona euro, intesa come i singoli governi degli Stati membri e il vecchio fondo di stabilità comune. Banche straniere e banche greche a parte, gli altri due grandi creditori sono la Banca centrale europea, che possiede gran parte dei titoli di Stato scambiabili, e il Fondo monetario internazionale, al quale la Grecia deve quasi 25 miliardi di euro. “Credo che la Grecia abbia opzioni limitate a causa del pressante bisogno di liquidità del sistema bancario greco e dell’economia greca”, commenta l’economista greco Vangelis Agapitos. “Al tempo stesso, credo che la Germania voglia trovare una soluzione, e che sarà un negoziato duro ma un qualche genere di compromesso si troverà. Penso ad una Grecia che presenta bilanci in regola, garantisce la sicurezza della restituzione di gran parte del debito, impegnandosi allo stesso tempo a nuove riforme”, conclude. Questo martedì le prospettive di un possibile compromesso hanno fatto schizzare la Borsa di Atene. Comprensibile, considerato che, senza linee di approvvigionamento, Atene rischia di mancare le scadenze di quest’anno sul debito. In una parola: default. 

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Domenica, 01 Febbraio 2015 16:55

Tsipras al lavoro per rinegoziare il debito

ATENE - Il nuovo governo greco di Alexis Tsipras non vuole deludere i suoi elettori e inizia a lavorare sugli obiettivi promessi. Primo fra tutti l'uscita dall'austerity e quinfi la rinegozazione dell'oppressivo debito di 240 miliardi di euro imposto dall'Unione Europea. Richiesta inaccettabile per la Germania.

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Venerdì, 30 Gennaio 2015 10:45

Ogm. Nel 2014 flop delle semine biotech in Europa

ROMA - Calano del 3 per cento i terreni seminati con organismi geneticamente modificati (ogm) in Europa nel 2014 a conferma della crescente diffidenza nei confronti di una tecnologia che non rispetta le promesse.

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ROMA - La vittoria di Siryza e la formazione del nuovo Governo guidato da Tsipras sono fatti politici di prima grandezza anzitutto per la Grecia, che ha ritrovato così la forza di reagire al ricatto dell’austerità che dura ormai da più di 5 anni e che l’ha ridotta in condizioni di vera e propria prostrazione sociale.

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ROMA - L'aveva detto il leader della sinistra greca Alexis Tsipras, che questa sarebbe stata una giornata storica.

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ROMA - La paura è finita, la Grecia e l’Europa cambiano. Alexis Tsipras, nella gremitissima piazza centrale di Atene, ha tenuto il suo ultimo comizio prima del voto di domenica. Il leader di Syriza, il partito di sinistra radicale, lanciato verso la vittoria, ha ribadito la sua promessa di metter fine all’austerità.

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A meno di una settimana dal voto in Grecia, i sondaggi confermano il primato di Syriza, il partito della sinistra radicale guidato da Alexis Tsipras, che avrebbe il 31,2 per cento, su Nea Dimokratia, di centro-destra, del premier Antonis Samaras, ferma al 28,1.

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