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ROMA - Sono stati tre i campionati europei. Non uno solo, quello che ha inchiodato milioni di italiani davanti ai video, ai grandi schermi, cortei, caroselli,  canti di gioia,tricolori nelle strade e nelle piazze quando gli azzurri hanno fatto fuori i bianchi tedeschi, sofferenza di Anghela Merkel, felicità di Mario Monti, quasi si trattasse di una vittoria finale degli europei di pallone.

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Il massimo analista economico del mondo Nouriel Roubini agli italiani: “Siete di fronte ad accuse di una vera e propria prostituzione di Stato, orge con minorenni, ostruzione alla giustizia. Avete un serio problema di leadership che blocca le riforme necessarie"

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DAVOS - «Difenderemo l'euro»: a dirlo è il cancelliere tedesco Angela Merkel, che in linea con le parole del presidente francese Nicolas Sarkozy, secondo cui «se fallisce l'euro, fallisce l'Europa». La Merkel, durante il suo intervento al FOrum economico mondiale di Davos, in Svizzera, ha aggiunto che l'Ue è alle prese con una crisi del debito, non della sua valuta. Secondo la Merkel la moneta unica ha bisogno di una vera collaborazione politica in Europa e sistemi sociali divergenti non sono possibili. La Germania ha optato per il freno all'indebitamento e per questo è stata criticata, ha aggiunto Merkel parlando al pubblico di Davos, che riunisce ogni anno alcni tra i massimi esponenti del mondo economico e politico. Ma l'anno scorso la Germania ha registrato una crescita del 3 %, ha aggiunto e le «misure di risparmio e crescita non sono in contraddizione.

Le convinzioni del cancelliere tedesco sono state ripetute anche dal premier britannico David Cameron: l'indebitamento è il vero nemico da abbattere per l'Europa. «La nostra priorità numero uno deve essere di sconfiggere lo spettro di massicci debiti sovrani», ha detto Cameron al World Economic Forum. «L'eccessivo debito è la maggiore minaccia per la prosperità», gli ha fatto eco poco dopo il cancelliere tedesco Angela Merkel schierandosi con il presidente francese a difesa della moneta unica: «difenderemo l'euro» che è un pilastro dell'Europa. Anche per Cameron «sbagliano coloro che sostengono che i risparmi di spesa e le politiche per favorire la crescita siano alternative». Di fronte alla platea mondiale di Davos è intervenuto anche il segretario del Tesoro Usa Tim Geithner: il nodo dei conti pubblici - dice - «la cui traiettoria è insostenibile» è al centro delle preoccupazioni anche oltreoceano, spiega Geithner. Ma «dobbiamo essere sicuri di non danneggiare la ripresa economica. Non possiamo assumerci rischi di incidere negativamente sulla ripresa», ha detto il tesoriere americano, anche lui ospite del Forum di Davos. Per il premier britannico l'Europa ha bisogno di un cambio di direzione, di un'apertura dei mercati e una regolamentazione. «Abbiamo bisogno di decisioni coraggiose, non da ultimo sulla deregolamentazione», ha detto. «Potremmo aggiungere fino a 180 miliardi di euro all'economia europa». Il premier ha difeso la necessità di «un vero mercato unico europeo», di un accordo sulla liberalizzazione del commercio. La cancelliera tedesca ha difeso la visione di un'Europa unita da una maggiore collaborazione e più competitiva. La cancelliera tedesca ha messo in guardia dal protezionismo ed ha rivolto un appello alla conclusione entro l'anno dei negoziati dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) per la liberalizzazione degli scambi. Sulla stessa lunghezza d'onda, Cameron ha definito il 2011 l'anno della verità per le trattative della Wto. «Il 2011 è l'anno del» o la va o la spacca«, ma per un'intesa le dichiarazioni non bastano e servono proposte concrete sul cotone, le misure di salvaguardia in agricoltura, sui beni industriali e sui servizi».

Secondo Jean-Claude Trichet, Presidente della Bce, l'economia mondiale deve affrontare ancora «molto sfide» nei prossimi mesi e «questo non è il momento giusto per rallegrarsi.  Nell'ultimo anno l'economia mondiale ci ha sorpreso mostrando segnali di miglioramento rispetto alle stime, ma non è il momento opportuno per rallegrarsi», ha affermato Trichet, «dobbiamo affrontare ancora molte sfide».

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