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ROMA - Ecco le "Linee-guida per l’applicazione di Carta di Roma - Strumenti di lavoro per un'informazione corretta sui temi  dell'immigrazione e dell’asilo".

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ROMA - “I soldi ci sono” : sembra un passa parola che inizia nel pomeriggio  di domenica quando  cominciano a filtrare notizie su quanto il governo avrebbe detto  il giorno dopo alle parti sociali.

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Soltanto un idiota o un credulone interessato poteva e può credere che il Pdl sia un vero partito politico, cioè quello definito dall’articolo 49 della Costituzione quale libera associazione alla quale i cittadini possono aderire per «concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale».

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ROMA - Ieri sera anche il segretario del PD Pierluigi Bersani si trovava tra gli ospiti invitati alla trasmissione Servizio Pubblico di Michele Santoro. Finalmente, si poteva pensare a primo acchito,  uno che capirà la situazione e dirà qualcosa di diverso, non come i soliti volti noti che cercano sempre lo scontro verbale, o meglio tentano di "buttarla in caciara".

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Credo che non ci sia incubo peggiore per gli italiani, costretti dall’incuria e dalla incapacità del precedente governo a tirare la cinghia, che immaginarsi Silvio Berlusconi salire al soglio quirinalizio nella tarda primavera del 2013. Eppure non solo c’è chi lo auspica ma chi lo prevede come un’ipotesi del tutto naturale. Ovviamente parliamo del re dei trigliceridi, cioè Giuliano Ferrara, il suggeritore, il capo del “brain trust” del Cavaliere, la mente fine osannata anche dalla sinistra come l’intellettuale da rispettare, per la sua prosa elegante e raffinata, il novello Seneca del Re arcoriano. Oggi, l’aruspice direttore de “Il foglio” ne argomenta le ragioni. Dopo la “assoluzione” (in realtà si tratta di una prescrizione) e comunque lo “sminamento” del processo Mills, il Cavaliere-sessuocrate, che ha portato, secondo la sua invereconda opinione, una salutare ventata di libertinismo nella politica, avrebbe tutte le carte in regola per ricoprire il posto di Luigi Einaudi, di Sandro Pertini e di Carlo Azeglio Ciampi.

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ROMA - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è intervenuto telefonicamente alla manifestazione del Pdl a Cuneo. Il solito fiume di parole, anzi, i soliti slogan che ci allontanano da questa paralisi politico-economica in cui l'Italia versa e ci ricordano quanto sarà difficile uscirne, almeno se le persone che guidano il Paese non cambieranno.

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ROMA - Se continuiamo di questo passo solo a Berlusconi rimarrà la licenza di "uccidere" se stesso. Gli orticelli vengono prima dell'interesse pubblico e di questo ci viene data prova ogni giorno. Casini, che si esprime sovente in tandem con le esternazioni di Marcegaglia-Confindustria, tenta di attribuirsi più importanza e "numeri" di quanti possa avere.

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ROMA - Troppo vicino ai vertici, per troppo tempo con un ruolo di primo piano. Filippo Penati ha ceduto, almeno in parte, alla pressione di chi chiedeva una sua rinuncia alla prescrizione. "Se, al termine delle indagini che tuttora sono in corso, tutto non verrà chiarito, non sarò certo io a nascondermi dietro la prescrizione".

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ROMA – Certo, il nome è tutto un programma: Penati, come gli dei del focolare domestico nell’antica Roma. Se poi si va a guardare all’etimologia, si scopre che deriva da “penus”, cioè “cibo”, ciò di cui l’uomo si nutre. Proprio un problema di “nutrimento” quello che sta assillando l’ex presidente della provincia milanese, nonché ex capo della segreteria politica del leader Pierluigi Bersani. Secondo l’inchiesta della procura di Monza, Penati era al centro di un vorticoso giro di tangenti, che diversi imprenditori hanno dichiarato di avergli liquidato. Non solo: i magistrati stanno indagando per sapere se almeno parte di quei soldi non siano finiti addirittura a Roma, quindi al Pd nazionale e, a quello che si sa, i sospetti sono assai forti.

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ROMA - Questi I sette punti della 'contromanovra' Pd: 1. Un prelievo straordinario una tantum sull'ammontare dei capitali esportati illegalmente e scudati, in modo da perequare il prelievo su questi cespiti alla armonizzazione della tassazione sulle rendite finanziarie al 20 per cento e di adeguare l'intervento italiano alle medie delle analoghe misure prese nei principali paesi industrializzati. Gran parte di questi 15 mld dovrà essere utilizzata per i pagamenti della Pubblica Amministrazione nei confronti delle piccole e medie imprese e per alleggerire il patto di stabilità per consentire immediati investimenti da parte dei comuni.

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