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ROMA – Il fatto che un giudice per le indagini preliminari, con una sua decisione, possa aver indirettamente quasi fissato la data per le elezioni anticipate è un fatto che dimostra la profonda malattia del corpo politico italiano. Soltanto nel nostro Paese, infatti, poteva accadere che una decisione eminentemente politica come quella di sciogliere le Camere e indire i comizi elettorali potesse essere influenzata con tale forza da un decreto giurisprudenziale. Ma è la realtà dei fatti, da quando, nel 1994 (una data infausta che regnerà a lungo nei manuali di storia contemporanea), il peggiore leader di partito dopo Mussolini ha preso il potere e lo ha mantenuto, con un intervallo di sette anni, producendo effetti disastrosi all’economia e alla credibilità di questo Paese.

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ROMA - Abbassare i toni, altrimenti la legislatura è a rischio. Dopo l'incontro di ieri al Colle con Silvio Berlusconi, dal Quirinale arriva un nuovo monito di Giorgio Napolitano. Del faccia a faccia tra i due, precisa una nota del Colle, sono state date «libere interpretazioni e, in qualche caso, anche ricostruzioni fantasiose perfino con frasi virgolettate mai pronunciate da nessuno degli interlocutori». Il presidente della Repubblica smentisce, dunque, che sarebbero state evocate dal presidente del Consiglio manifestazioni di piazza e lascia intendere «in assenza di uno sforzo», anche la possibilità di uno scioglimento delle Camere.

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Ora è il momento degli azzeccagarbugli, che vogliono approvare il decreto nonostante la bocciatura della Commissione bicamerale. Bersani: "Fermi tutti. Ci vuole un nuovo federalismo"

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Non basta una festa di compleanno, quella della deputata Pdl Pina Castiello, per stemperare la tensione. Non bastano le battute - tra 'bunga bunga’ e Fidel Castro - per allontanare i problemi che vedono il destino del governo allacciato a doppio filo alle prove di tenuta tra federalismo e controffensiva giudiziaria. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, cerca di sdrammatizzare, ma il messaggio, quello politico, non si fa pregare.

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Un tentativo “patetico” secondo Vendola. Bersani: "Vada via, poi discutiamo". Berlusconi: "Insolente". Il Caimano cerca di distogliere l’attenzione dai suoi guai giudiziari che si fanno sempre più complicati

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ROMA - Oggi su La repubblica, nel solito biblico articolo domenicale, Eugenio Scalfari,  Mosè del giornalismo italiano, ha vergato le sue metafisiche percezioni politiche.

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MILANO - Silvio Berlusconi interviene telefonicamente, come oramai è sua abitudine, ad un convegno organizzato a Milano dal Pdl. Nel suo intervento Berlusconi denuncia poi quella che definisce un'attività di spionaggio nei suoi confronti: «Vi sembra normale - chiede - che il presidente del Consiglio sia sottoposto a uno spionaggio del genere? Quello che è successo è di straordinaria gravità. Le intercettazioni non sono state fatte in seguito ad una notizia di reato, ma proprio per costruire attraverso di esse un'ipotesi di reato.

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ROMA - "Il Partito Democratico è la più grande forza politica riformista del Paese" si legge nelle prime righe aprendo il sito del più grande movimento d'opposizione. Peccato che queste parole alla luce degli utlimi fatti suonino come un ricordo lontanissimo.

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ROMA - Già da Piazza della Repubblica si intuiva che la manifestazione promossa dal Pd sarebbe diventata un successo di pubblico. 

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ROMA – Il governo di nuovo battuto alla Camera su un emendamento proposto da Fli al ddl Gelmini di riforma dell’Università, che sta creando manifestazioni e proteste in tutta Italia. L’emendamento è passato con 282 voti favorevoli contro 262. Con le opposizioni hanno votato per errore anche i ministri Gelmini e Alfano i quali, subito accortisi del disguido, hanno chiesto di poter correggerlo. Il voto definitivo slitta a martedì prossimo. Il ddl passerà poi al Senato per l’approvazione definitiva.

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