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ROMA - Il retroscena di Goffredo de Marchis: «Lo so anch’io che una riforma come quella di Palazzo Madama andava preparata meglio sul piano culturale — spiega ai suoi fedelissimi —. Proprio perché è una riforma di portata storica, una vera svolta. Ma cambiare l’Italia coi professori è impossibile.

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Mercoledì, 30 Luglio 2014 16:00

La metafora dell'Unità

ROMA - C’è l’imbarazzo della scelta. Corriere: “È caos al Senato sulle riforme”. “Vietnam Senato. Renzi fa il duro ma lo salva il canguro”, il Fatto. “Terrorismo in Senato”, il Giornale non bada a spese.. Più tradizionale, la Stampa parla di “Braccio di ferro”. E Repubblica “Fallisce la trattativa, scontro al Senato. Preferenze, Renzi apre”.

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Venerdì, 25 Luglio 2014 17:06

La solitudine del rottamatore

 

ROMA - Ha ragione Francesco Merlo quando, su Repubblica, scrive che “l’operazione di contingentare i tempi per votare al più presto non sia un attentato alla Costituzione né un anticipo di autoritarismo”. No, si tratta solo di un diversivo, fumo negli occhi dell’opinione pubblica, il tentativo, per il momento riuscito, le difficoltà del governo e del paese. Nell’intervista del Premier ad Alain Fridman, che ieri ha fatto da contrappunto alla battaglia di Zanda e Boschi per piegare Grasso e imporre una disciplina dei tempi in Senato, sono finite in secondo piano le cattive notizie (l’Italia che non cresce, i no alla Mogherini) per dar luogo a uno spavaldo “non mollo” di Matteo. Davanti ai “gattopardi”, s’intende, quelli che un famoso vuole “uccidere”.

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Venerdì, 25 Luglio 2014 16:59

Riforme, nè ostruzionismo nè tagliola

ROMA - Sulla riforma della Costituzione la situazione in Senato ha preso una brutta piega. Le riforme sono da molti anni una necessità per l’Italia ed è doveroso approvarle. Ma devono essere buone riforme. La nostra democrazia deve compiere passi in avanti, non impoverirsi. La sordità verso richieste di modifica che giungono da tutti i gruppi presenti in Senato, la volontà di imporre la “tagliola” dei tempi e l’ostruzionismo delle opposizioni hanno creato una paralisi nell’esame del testo.

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ROMA - Ormai più che alla palude siamo al guazzabuglio: nella confusione massima, in cui tutti gli elementi si confondono. E una ragione c'è. Purtroppo le riforme costituzionali sono divenute in Italia – non da oggi – il terreno dello scontro, delle prove di forza, della massima divisione. È avvenuto nel 2001, nel 2005-2006, nel 2014. Proprio nella legislatura in cui più frequenti sono stati e ancora sono – da parte delle diverse forze politiche – i richiami al “cambiamento” si consuma uno scontro già visto con metodi e contenuti già abusati. Niente di nuovo, insomma.

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ROMA - Come le persone, anche le parole si stancano, dice il libro dell'Ecclesiaste. Sotto il peso delle promesse, degli inganni e delle delusioni si è sfiancata perfino la parola riforma. Concediamole un po' di riposo almeno in questo dibattito.  Nessuno dei problemi istituzionali è stato risolto e molti sono stati aggravati dalla proposta di revisione costituzionale insieme con l'Italicum. Segnalo quattro questioni. 

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ROMA - Si sono incontrate per la seconda volta le delegazioni del Pd con quelle del M5S per discutere delle riforme e sulla legge elettorale. Al momento le posizioni delle due formazioni politiche si avvicinano, ma da qui a dire che c’è un’intesa ne passa. Le apertura ci sono state, ma i nodi da sciogliere rimangono.

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ROMA- Non esiste una democrazia senza cittadini. Compito nostro dovrebbe essere quello di collegare la democrazia rappresentativa ad esperienze e a volontà di partecipazione, non di chiuderla in piccole stanze di addetti ai lavori.

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Non avevo mai partecipato a un'iniziativa promossa da Pippo Civati e dalla sua area. La tre giorni di Livorno mi ha molto colpito. Si tratta di un evento assai distante da quelle riunioni di corrente in cui la sinistra del PD si è frantumata in questi mesi, o si sta frantumando la stessa SEL. Quelle riunioni, quelle che ho visto di persona e quelle di cui ho letto, sono riunioni di ceto politico, sostanzialmente preoccupato della propria salvaguardia e della propria riproduzione, e per ciò ostile ad ogni cosa nuova che venga dall'esterno.

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ROMA - In un'intervista di oggi il presidente del Consiglio Renzi sulle riforme ha detto alcune cose non vere. Sostenere che chi propone una riforma costituzionale diversa vuole difendere l'indennita' dei senatori e' assurdo. Tagliando il numero dei deputati a 315 o 470 sparirebbe qualche centinaio di indennita', insieme alle 215 che eliminiamo al Senato. 100 senatori e' stata fin dall'inizio la nostra proposta. Abbiamo chiesto ripetutamente che l'indennita' di deputati e senatori sia gia' ora equiparata a quella del sindaco di Roma, di fatto dimezzandola. Perche' non si fa? Nessuna risposta da oltre 3 mesi. 

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