FOCUS ECONOMIA

ROMA - Un recente paper “Public Recapitalization and Bank Risk” della Banca dei Regolamenti Internazionali (Bri) di Basilea  dettaglia come nel periodo 2000-2010 le banche internazionali che sono state salvate da interventi pubblici hanno assunto rischi molti più alti di quelle che non hanno avuto bisogno di salvataggi.

ROMA - Con l’affaire Libor-Euribor stanno emergendo le “frodi sistemiche” con cui le grandi banche, quelle  “too big to fail”, insieme con il loro “settore ombra”, hanno stravolto la finanza e l’economia globale. Riteniamo che sia giunto il momento di indagare anche sui rapporti tra i circuiti del sistema bancario internazionale ed il crimine organizzato.

ROMA - Questa volta tocca a Moody’s il compito di attaccare nuovamente e pesantemente la credibilità dell’Italia. In passato è sempre stata Standard & Poor’s, la più potente delle “tre sorelle del rating”, ad affondare per prima lo stiletto nella schiena della nostra economia.

ROMA - “Sono ormai trascorsi cinque anni dallo scoppio della crisi finanziaria, eppure l’economia mondiale resta sbilanciata, forse più di prima, dal momento che le vulnerabilità ancora presenti interagiscono fra loro, amplificandosi”, inizia con queste chiare e dure parole l’analisi contenuta nel Rapporto annuale della Banca dei Regolanti Internazionali, la banca delle banche centrali, recentemente pubblicato.

ROMA - Il summit del G20 di Los Cabos in Messico è stato il peggiore di tutti. Non solo perché non si sono fatti seri passi avanti per mettere i meccanismi della crisi finanziaria globale sotto controllo ma soprattutto per il forte indebolimento della volontà e dello spirito di collaborazione tra gli Stati membri. Non a caso i paesi del Brics hanno stigmatizzato “l’assenza di misure concrete”.

ROMA - La BCE non ha abbassato i tassi di interesse ma ha fatto sapere che emetterà tutta la liquidità necessaria per sostenere il sistema bancario europeo. Scendere sotto l’attuale 1%, come ha fatto da tempo la Federal Reserve americana, non affronta i problemi di fondo della crisi, visto che il credito continua a non affluire a tassi di interesse contenuti verso il sistema produttivo e le famiglie.

ROMA - La perdita della banca americana  JP Morgan Chase di oltre 2 miliardi di dollari (ma si vocifera di buchi ben più grandi) in operazioni con  derivati speculativi Otc fatte dal suo ufficio di Londra va vista e capita come l’inizio di una seconda e più pericolosa fase della crisi finanziaria globale.

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