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ROMA - E’ sicuramente un brutto momento per la libertà di stampa. Il bilancio annuale di Reporter senza frontiere indica un arretramento generale a causa soprattutto dell’impatto devastante dei gruppi islamisti radicali.

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ROMA - Un mondo senza testimoni è sicuramente un mondo peggiore. Ma diventa sempre più difficile, e rischioso, raccontare i mali del pianeta difficile. Così ogni fine d’anno, nel momento dei bilanci, è spaventoso, e triste, registrare una nuova autentica strage dei reporter.

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ROMA - L’Italia si mette a posto con l’Europa che più volte aveva sanzionato il nostro Paese per la legge sulla stampa che applicava la pena del carcere ai giornalisti per  e il reato di diffamazione a mezzo stampa, ma non si mette in linea con i principi e le regole della libertà di informazione vigenti nei Paesi più avanzati. Per togliere il carcere, il Senato ha introdotto una serie di “scambi” impropri, sotto la pressione soprattutto del centro destra che nella scorsa legislatura aveva più volte tentato di introdurre il bavaglio alla stampa.

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ROMA - L’approvazione da parte del Senato del Ddl sulla diffamazione e' un fatto positivo. Particolarmente significativa e' la cancellazione del carcere come pena per la diffamazione a mezzo stampa. 'E' un fatto di civilta',  cancellare una norma illiberale, residuo del Codice Rocco, che limita fortemente la liberta' di stampa. E' un tema sul quale mi sono impegnato nella scorsa legislatura e in quella in corso, insieme ad altri colleghi, anche di altre forze politiche, non senza qualche incomprensione. 

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ROMA - Ci risiamo. Esattamente come nel 2008 l'attenzione si sposta sempre sui lavoratori 'privilegiati' e mai sulle responsabilità di chi continua a fare scelte scellerate che finiscono per penalizzare un po' tutti. Parliamo dell'inchiesta uscita recentemente su un noto settimanale in cui si sottolinea scandalosamente le responsabilità dei lavoratori Alitalia che andranno in mobilità dopo l'accordo con Etihad e che manterranno delle buste paghe per 5 anni, 6mila euro per alcuni piloti, a fronte di  un "normale lavoratore, che può arrivare a percepire al massimo 1.100 euro al mese per due anni".

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Venerdì, 01 Agosto 2014 08:45

Ilva, niente più domande

Licenziato il noto giornalista tarantino Luigi Abbate, chiese a Riva cosa pensasse dei dati sui tumori e gli fu strappato il microfono da Girolamo Archinà

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ROMA - Acque agitate nelle istituzioni giornalistiche con tendenza alla burrasca. Tra la Federazione nazionale della stampa, che conta poco meno di 22 mila iscritti, ed il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, che ne annovera oltre 110 mila, da qualche tempo non c’è sintonia. Se non altro perché la prima è un soggetto privato ed il secondo è pubblico.

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Il 3 novembre ricomincia l’avventura! 

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ROMA - Tempi non facili per il giornalismo. Non da oggi, comunque. In estrema sintesi è questa l’attuale fotografia del nostro mondo dell’informazione, che sta subendo gli effetti negativi di una crisi partita da lontano ed ancora non sembra sia arrivata alle ultime battute. Dovuta in parte da Internet e dai blog, che non hanno confini e tanto meno oneri.

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ROMA - “Il Fatto quotidiano” ha messo il dito sulla piaga dei corsi di formazione professionale continua per i giornalisti. Come era prevedibile, si è andato scatenando su un campo tutto da arare l’intero universo dei più intrecciati interessi economici ed editoriali, fiutando grossi affari intorno agli obblighi dei 120mila giornalisti iscritti all’Ordine.

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