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TODI  -  Con una sfida climatica che ha messo a rischio fino all’ultimo la performance dei migliori tangheri europei nella storica piazza del Popolo di Todi, si è alla fine svolta in esterni e con una incredibile partecipazione di pubblico la finale dei quinti Campionati Europei di Tango, che danno accesso ai prestigiosi Mundial di Buenos Aires, in programma dal 13 al 26 di agosto nella capitale argentina.

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ROMA - Una duratura cultura fatta di impunita’, razzismo e violenza endemica, che si esprime anche attraverso l’uso della forza contro i manifestanti e i maltrattamenti ai danni di migranti e rifugiati: e’ quanto emerge dalla ricerca pubblicata oggi da Amnesty International sulle forze di polizia in Grecia, preceduta da un’inchiesta ufficiale sui legami tra la polizia e il gruppo estremista Alba dorata. 

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Lunedì, 30 Settembre 2013 22:47

Liberiamoci dalla logica dello sfascio

Adesso, di fronte al disastro definitivo, con il baratro della Grecia a un passo e il serio rischio che saltino tutti gli argini e crollino tutte le dighe erette faticosamente in questi anni dalla Costituzione e dal concetto di Stato di diritto; insomma adesso che la scena finale de “Il Caimano” di Moretti sembra Disneyland in confronto allo scenario da incubo che si trova a fronteggiare il Paese, persino gli editorialisti “terzisti” (ossia i berlusconiani che non hanno mai avuto il coraggio di confessare apertamente la propria fede politica) si rendono perfettamente conto che così non si può andare avanti.

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ROMA - In una serata coinvolgente, densa di note e coreografie argentine si è conclusa la quarta edizione degli EUROPEAN TANGO CHAMPIONSHIP & FESTIVAL che, come già da qualche anno, ospitano a Roma gli ambitissimi campionati che danno accesso ai mondiali di Buenos Aires.

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ROMA - In un nuovo rapporto diffuso oggi, ‘Frontiera Europa: violazioni dei diritti umani al confine della Grecia con la Turchia’, Amnesty International ha denunciato che  rifugiati e migranti provenienti da paesi devastati dai conflitti, come Siria e Afghanistan, e che cercano di raggiungere l’Europa via Grecia, vengono illegalmente respinti dalle autorita’ di Atene verso la Turchia.

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ROMA - Quella che è diventata l’Europa a 28 stati continua a far piangere i giovani. Il tasso di disoccupazione  è infatti arrivato, per gli under 25, al 23,3 per cento, circa 5.600.000 giovani a spasso nelle antiche città piene di storia del vecchio  contrinente.

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ATENE – Si va verso il rimpasto di governo. Questo quanto emerge dalla crisi di Governo che si sta riaffacciando Grecia. Il Governo ellenico è in piena crisi dopo che i ministri dell'esecutivo targati Dimar, la sinistra democratica, e i 14 parlamentari hanno deciso di abbandonare l'alleanza tripartitica che da un anno compone e sostiene il Governo Samaras. Determinante per la scissione è la questione Ert, la tv di stato greca, prima chiusa per volere solo del primo ministro Antonis Samaras e di Nea Democratia, poi riaperta ma solo dal punto di vista tecnico-giuridico da una sentenza della Corte di Giustizia di riaprire la tv di stato greca. Una decisione che aveva trovato il consenso da parte dei 2700 impiegati e delle folle scelte in piazza per manifestare contro la chiusura, ma che negli effetti ancora non ha trovato attuazione, visto che il segnale è ancora assente. E' proprio su come ricostituire il servizio televisivo pubblico la maggioranza è collassata.

Il colpo di forbice sulla Ert aveva nei giorni scorsi scosso la maggioranza in seno al Megaro Maximou, la sede del governo. Il Pasok e Dimar da una parte e il Nd, il partito del premier dall'altra. Un Samaras contro tutti che non aveva portato a nessun compromesso politico. Ieri sera l'ultimo scossone, figlio di tensioni che minato le fondamenta del Governo. Evanghelos Venizelos, leader del Pasok ha annunciato che continuerà a sostenere la maggioranza, mentre Fotis Kouvelis, leader di Dimar, annunciava l'uscita dal governo. Ipotesi confermata stamane a seguito dei continui summit tra la maggioranza.

La creazione di una nuova radiotelevisione greca deve avvenire con Ert aperta, e in presenza di tutti i salariati. L’interruzione violenta delle frequenze di Ert è un problema di legittimità democratica” era stato il commento finale di Kouvelis. Più rassicurante il leader Pasok: "Il Paese ha bisogno di stabilità - ha detto Venizelos - e occorre mettere da parte la questione della Ert e discutere di problemi più seri come quello dell'aggiornamento dell'accordo programmatico fra i partiti che compongono il governo".

A ben vedere si tratta di un problema anche di numeri. Un'alleanza a due teste tra Nea Democratia e il partito Socialista ha sì una maggioranza, ma solo di di unità rispetto ai 151 deputati necessari per superare la soglia di maggioranza dei 300 parlamentari greci. Di cui 125 deputati facenti capo al partito di Samaras e 28 a Venizelos. In questo scenario si comprende come i 14 di Dimar fossero determinanti, anche agli occhi dei mercati internazionali, della Troika, che chiede riforme lacrime e sangue per lo sblocco degli aiuti necessari per il pagamento degli stipendi pubblici e delle pensioni, e delle altre cancellerie europee, che seguono con interesse i risvolti politici all'ombra del Partenone. Sono escluse nuove elezioni, anche perchè dopo il doppio tentativo dello scorso anno che portò all'attuale grande coalizione, la situazione non è migliorata. Almeno secondo i sondaggi.

Un appello al "senso di responsabilità " è piombato sulla Grecia anche dal commissario Ue agli affari economici Olli Rehn, che ha invitato Atene a ritrovare la stabilità necessaria nell'attuale situazione politica per mettere in atto quelle riforme indispensabili al programma di sostegno internazionale. Alla notizia della conferma dell'uscita di Dimar dall'esecutivo, il ministro delle finanze Yannis Stournaras lasciava precipitosamente Lussemburgo e i lavori dell'Eurogruppo.

Come se non bastassero le nubi interne provenienti da Atene, dubbi sul futuro si stanno addensando dal Fondo Monetario Interanzionale, che assieme alla Commissione Europea e alla Banca Centrale Europea formano il trittico della Troika. In particolare, l'organismo presieduto dall francese Christine Lagarde, ha minacciato la chiusura dei rubinetti degli aiuti finanziari se i partner europei non colmeranno il buco degli aiuti a favore di Atene entro luglio. In ballo 4 miliardi, su cui però il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha negato la mancanza. Se ne saprà di più i prossimi giorni.

La suggestione è che la questione della crisi greca rischi seriamente di surriscaldare di nuovo, sullo stile di quanto avvenuto l'anno passato, la tenuta dell'Eurozona. Con speculazioni finanziarie pronte a far di nuovo capolino anche su Spagna e Italia. Compromettendo la capacità di auto-finanziarsi e la situazione debitoria dei due paesi sudeuropei. Anche se, va detto, rispetto a 12 mesi fa i meccanismi di stabilità voluti da Draghi e dalla Bce, il cosiddetto Bazooka anti-spread, sarebbe pronto ad acquisire i titoli di stato dei paesi più in difficoltà e a calmierare i tassi di interesse dei paesi più in crisi.

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Mercoledì, 12 Giugno 2013 12:38

Grecia, la miseria e il declino

Ciò che sta accadendo in Grecia dovrebbe indignarci quanto, e forse ancora di più, di ciò che sta accadendo in Turchia. Guai a chi dovesse cedere alla tentazione di iniziare a stilare classifiche dell’indignazione o della barbarie, ma una cosa è certa: attualmente, per instaurare un regime, esistono metodi assai più raffinati di quelli che furono utilizzati ottant’anni fa da Mussolini, Hitler e Franco. Come scrisse Montanelli, infatti, “oggi, per instaurare un regime, non c’è più bisogno di una marcia su Roma né di un incendio del Reichstag, né di un golpe sul palazzo d’Inverno.

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ROMA - E’ davvero impressionante la serie di dati sul Mezzogiorno d’Italia messi in fila dal Censis  nella presentazione dello studio "La crisi sociale del Mezzogiorno" nel corso della giornata dedicata a Gino Martinoli, che del Censis è stato uno dei fondatori. 

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ROMA - La Grecia sta gravemente venendo meno ai suoi obblighi di rispettare i diritti umani di richiedenti asilo e migranti, ha dichiarato oggi Amnesty International pubblicando un nuovo documento.

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