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MILANO - I tifosi interisti cantano 'Pazza Inter' e in questo pomeriggio di fine gennaio non ci potrebbe essere dedica più azzeccata per Giampaolo Pazzini. Che in quarantacinque minuti ha demolito un ottimo Palermo e conquistato subito la sua prima standing ovation nerazzurra. Per l'ex doriano, insomma, è buona la prima. «Impossibile pensare a una giornata del genere - dice l'attaccante - sembra un sogno. Era tanto tempo che non mi divertivo così». Leonardo si gode il 3 a 2 e nel dopopartita tira un pò il fiato dopo un secondo tempo che ha portato le pulsazioni dell'allenatore interista oltre il livello di guardia: «Firmerei per fare tutte le partite così, con questa sofferenza - dice -. Abbiamo cominciato con difficoltà, colpiti da una grande squadra come il Palermo. Alla fine del primo tempo eravamo sotto di due gol, ma creando nove-dieci occasioni. Nel secondo tempo ci voleva per forza coraggio e personalità. Ribaltare così il risultato è un segnale straordinario». La vittoria in rimonta, però, non cancella i problemi che l'Inter registra in difesa. «È vero che abbiamo subito molti gol - dice Leonardo - ma ne abbiamo fatti altrettanti. Oggi ci siamo sbilanciati perchè eravamo in svantaggio dopo 4 minuti, cosa che ci ha messo in difficoltà anche a livello psicologico». Quanto a Davide Santon, «ha avuto la sua opportunità - spiega il tecnico -, credo che sia un pò bloccato, anche a livello di spazio. Facendo un incontro da titolare e dieci in panchina può avere qualche difficoltà». Nonostante il Milan sembri inarrestabile, per l'allenatore interista il discorso scudetto non è ancora chiuso: «Nessuna squadra vincerà tutte le partite con la sigaretta in bocca», come a dire facilmente, e gare come queste dimostrano che i nerazzurri sono «sulla buona strada», secondo il brasiliano. L'amarezza di Delio Rossi, che aveva accarezzato il colpo grosso a San Siro dopo aver chiuso il primo tempo sul due a zero, è mitigata dalla consapevolezza di aver fatto un match spettacolare. «Siamo stati bravi, belli e inesperti - sintetizza il tecnico rosanero -: una grande partita contro una grande squadra. Abbiamo avuto le nostre occasioni e ciò che è stato concesso deve farci capire che a certi livelli dobbiamo essere bravi». Il Palermo «concede qualcosa - dice Rossi - perchè abbiamo tanti fantasisti. La sostituzione di Miccoli? Se si guarda questo episodio in un incontro simile si fa un torto all'intelligenza delle persone».

Il Napoli strapazza la Sampdoria orfana di Pazzini e Cassano

Elogia i rincalzi e lo spirito di gruppo Walter Mazzarri dopo il 4-0 con cui il Napoli ha steso la Sampdoria al San Paolo. «Quando giochiamo bene e capitalizziamo le occasioni come oggi è difficile starci dietro - esordisce il tecnico azzurro -. Ma di questa partita vorrei sottolineare che è l'ennesima conferma che quelli che giocano di meno sanno sempre farsi trovare pronti e ci portano i tre punti. È successo oggi ed era successo contro il Parma, il Lecce, il Bologna. Se abbiamo questa classifica il motivo è anche questo». Mazzarri ha analizzato la partita a cominciare dalla partenza a razzo della Samp: «Nel primo quarto d'ora ci hanno messi in difficoltà - ammette - ma siamo stati bravi a non concedere loro vere palle-gol, questo è un segnale di crescita e va dato grande merito alla difesa». Per l'allenatore del Napoli è già tempo di pensare alla sfida di mercoledì a Verona, dove mancherà Lavezzi per squalifica: «Penserò a come sostituirlo al meglio - spiega -, anche perchè il Chievo ci ha sempre messo in difficoltà. Lucarelli (entrato nell'ultima mezzora, ndr)? Mi ha fatto piacere avere avuto la possibilità di farlo sciogliere un pò, sta crescendo». Non cerca alibi il tecnico della Sampdoria Mimmo Di Carlo: «Il Napoli ha meritato questa vittoria, è una squadra in salute, che ha uomini importanti per qualità e velocità. Noi siamo partiti molto bene poi però alla prima ripartenza abbiamo preso gol, abbiamo tenuto ancora ma dopo il raddoppio è diventata dura. Non abbiamo capito come fermare le loro ripartenze». Di Carlo non si attacca al mercato che ha tolto alla Sampdoria Cassano e Pazzini nel giro di poche settimane: «È chiaro che è da tre mesi che stiamo affrontando un pò di cambiamenti, di disturbi. Ma oggi il nostro attacco conta su Macheda, Maccarone e Biabiany che devono trovare intesa e condizione. Più che a pensare a chi è andato via dobbiamo guardare le qualità che abbiamo dimostrato nei primi 20 minuti». L'allenatore blucerchiato pensa già al match di mercoledì con il Cagliari: «Dovremo fare risultato perchè fuori casa stentiamo e non possiamo perdere punti a Genova. La partita con il Cagliari ci deve servire a ripartire dopo questa sconfitta, anche se giocare ogni tre giorni non ci aiuta a inserire i nuovi e recuperare gli infortunati». Ultima annotazione di Di Carlo per il Napoli che «ha giocatori che fanno la differenza e cose importanti. Se nessuno si farà male resterà lì fino in fondo a lottare per i primi quattro posti».

I RISULTATI

LAZIO-FIORENTINA. 2-0 (giocata ieri)

CATANIA-MILAN: 0-2 (giocata ieri)

BRESCIA-CHIEVO: 3-0

BOLOGNA-ROMA (sospesa per neve)

CAGLIARI-BARI: 2-1

GENOA-PARMA: 3-1

INTER-PALERMO: 3-2

LECCE-CESENA: 1-1

NAPOLI-SAMPDORIA: 4-0

JUVENTUS-UDINESE (posticipo serale, ore 20.45)

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NAPOLI - Un accordo illecito, che legava pubblici funzionari e gestori di impianti di depurazione campani, ha consentito, nel periodo 2006/2008, di sversare in mare il percolato.

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Un'Inter tonica e rinfrancata ha regolato i forti partenopei con un sonante 3-1. Dominatore della serata il ritrovato Thiago Motta, autore di una doppietta (terzo gol di Cambiasso). La Roma batte in casa il Catania 4-2, con due gol non validi, il Milan batte il Cagliari con una rete in fuorigioco mentre la Juve crolla in casa con il Parma

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MILANO - Dopo la parentesi del poco atletico Rafa Benitez, l'Inter accoglie in panchina un nuovo volto da copertina. È quello di Leonardo Nascimento de Araujo, o semplicemente Leonardo, che ha trascorso 13 dei suoi 41 anni sulla sponda 'nemica' del Milan. Faccia da bravo ragazzo, con i suoi modi eleganti, il brasiliano ha un 'appeal' che può almeno competere con Josè Mourinho. Ha praticamente ha saltato la gavetta: deroga grazie al Mondiale vinto con la Selecao nel 1994 e subito un incarico prestigioso, prima di prendere il patentino. Gli è capitato di perdere la voce alle prime partite, di esitare su qualche sostituzione. Ma è sempre apparso in controllo. Anche nel doloroso divorzio, causa «incompatibilità» con il «narciso» presidente Silvio Berlusconi, che lo considerava «un testone».

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MILANO – Un Milan che non ha scintillato vince il derby della Madonnina con un penalty procurato e trasformato da Ibra. Benitez aveva avuto l’idea di schierare Materazzi con tutta la sua esperienza per cercare di fermare lo svedese; non è stata una grande idea. Al primo lancio lungo dei rossoneri, Matrix se lo perde subito, insieme a Chivu, cadono entrambi in area e la gamba destra del trentasettenne difensore trascina per le terre il corpaccione dell’ex interista. Rigore e gol decisivo di Ibra.

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ROMA - Per il decimo anno l’Acri, l’Associazione che rappresenta le Fondazioni e le Casse di Risparmio ha presentato, in occasione della Giornata Mondiale del Risparmio, un’indagine sugli Italiani e il Risparmio, realizzata in collaborazione con Ipsos.  Dall’indagine emerge qualche sorpresa.

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