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ROMA - Qualcuno ha ricordato che ero al timone del Partito -allora i DS- quando l'Unità sospese le pubblicazioni nel luglio del 2000. La tragedia di quelle ore, documentata anche in tv e al cinema, con i giornalisti che protestavano sotto la sede delle Botteghe Oscure, dal punto di vista della proprietà pesò fortemente sulle mie spalle.

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ROMA - Dopo lo scampato rischio che la storica testata fondata da Antonio Gramsci potesse finire in mano a investitori dichiaratamente di destra si apre qualche spiraglio per il futuro dell'Unità. Ne abbiamo parlato con Luca Landò, direttore responsabile dall'ottobre del 2013, al quale abbiamo chiesto di farci un excursus sulla situazione attuale.

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La follia economica? Produrre merci che nessuno acquista ma che viaggiano sul territorio, inquinando l’aria e impegnando i negozianti a spacchettarla, esporla e restituirla. La logica ci dice che un’attività del genere non può esistere ed invece, nel nostro squinternato Paese, esiste da sempre ed è quella della stampa di quotidiani e periodici e della loro vendita presso le edicole. Un’inchiesta di Bernardo Jovene, del team di inchiesta di Milena Gabanelli e di «Report», ha documentato la follia economica con il suo solito metodo: dare il massimo ascolto all’anello debole della catena produttiva, in questo caso gli edicolanti.

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ROMA - «È un momento importante che avevamo preparato già da qualche mese. La nuova Unità sarà in un formato grande modello 'Berliner', come 'La Stampa' e altri quotidiani: ci sembra il formato più congeniale per un giornale politico, che tale vuole restare e che vuole contribuire ad una battaglia importante per il destino dell'Italia e dell'Europa. (…) “Volta pagina, Italia”.

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ROMA - Il Cda di Generali ha nominato con voto unanime Gabriele Galateri presidente, con il voto favorevole anche del vicepresidente Vincent Bollorè. Il nuovo presidente è stato nominato all'unanimità, in un'affolata riunione. Chi non ha potuto recarsi fisicamente nella sede romana della compagnia in Piazza Venezia si è collegato in videoconferenza. Tra gli altri - si apprende - hanno partecipato a distanza all'appuntamento, Alberto Nagel e Francesco Saverio Vinci di Mediobanca, l'imprenditore ceco Petr Kellner, l'economista Paola Sapienza, l'avvocato Alessandro Pedersoli e l'a.d dell'Eni Paolo Scaroni. In una nota diffusa al termine della riunione la compagnia ha ufficializzato la nomina all'unanimità indicando che al presidente «spettano i poteri previsti dalla normativa di legge e regolamentare vigente oltre che dallo statuto sociale».

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Delle dimissioni di Geronzi non sapeva nulla, Sarkozy e Merkel lo contrastano su ogni cosa, gli intellettuali europei temono la diffusione del “berlusconismo” nei loro Paesi. Oramai è una sorta di catastrofe umanitaria

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ROMA - Il presidente di Generali Cesare Geronzi si è dimesso, durante la riunione del cda della compagnia. Secondo quanto si apprende da fonti finanziarie dopo poco dall'inizio della riunione alcuni consiglieri avrebbero manifestato la loro intenzione di presentare una mozione di sfiducia nei suoi confronti. La mozione di sfiducia, con le firme anche dell' a.d di Mediobanca Alberto Nagel e del direttore generale della banca, Francesco Saverio Vinci, era stata ventilata al presidente. Di fronte alla discesa in campo della stragrande maggioranza dei consiglieri Geronzi ne ha tratto le conseguenze e ha deciso il passo indietro.

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