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Uno spettro si aggira per l’Italia. Ha preso forma improvvisamente, uscendo dalla nebbia che avvolge normalmente tutte le vicende legate alla mafia e alla criminalità organizzata nel nostro Paese. Lo spettro è quello dell’abolizione dell’ipotesi criminosa di “concorso esterno in associazione mafiosa”. Si tratta di qualcosa di più di una congettura nel momento in cui la sentenza della Corte di Cassazione con la quale è stato annullato il processo di appello che aveva condannato Marcello Dell’Utri a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa, ha praticamente accolto il grido di dolore del PG Iacoviello proprio contro quel reato, al quale, ha detto, «oramai non crede più nessuno».

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ROMA – Non è un’assoluzione ma poco ci manca. La Cassazione non “assolve” e non “condanna”, si limita a giudicare una sentenza, analizzando le motivazioni e la loro logica giuridica interna. E quelle della Corte di appello di Palermo, presieduta da Claudio Dell’Acqua, del processo a Marcello Dell’Utri sono state radicalmente cancellate, così come i sette anni inflitti al senatore berlusconiano che, se fossero stati confermati, avrebbero condotto in carcere il fondatore di “Forza Italia”.

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L’Associazione Scrivi di Diritto in collaborazione con la Sezione internazionale della Fondazione Basso promuove il ciclo di seminari

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MODENA - Giovanni Tizian è un giornalista freelance precario che vive a Modena.  Ha 29 anni è laureato in criminologia ed impegnato sul fronte antimafia con l'associazione DaSud.

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LIDO DI VENEZIA (dal nostro inviato) -  E’ seccante trovarsi ad asserire involontariamente opinioni simili a quelle poco nobilmente espresse da esponenti politici italiani, ma purtroppo è vero che il cinema italiano, fucina di mediocrità al livello più mainstream, non riesca mai ad emanciparsi, nel suo frangente autoriale ed indipendente, da alcune tematiche come la camorra e la mafia del sud Italia.

Martedì, 19 Luglio 2011 17:09

Borsellino Eroe di confine

ROMA - Ricordo bene dov’ero quando fu ucciso, stavo tornando a casa in macchina con la mia compagna. Ricordo che parlando di quanto accaduto usai la parola ‘eroe’. Lei non era d’accordo, non gli piaceva la parola ‘eroe’, perché la sentiva troppo legata alla retorica politica che troppo spesso si riempie la bocca di parole pregnanti svuotandole di senso.

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PALERMO - Diciannove anni fa faceva un gran caldo a Palermo. La città si era svuotata, era una domenica. La gente di “popolo” si era riversata sulle spiagge, chi poteva si era già trasferito la sera prima nella casetta a mare. Il 19 luglio era una giornata iniziata così. Soffocata da un sole spietato.

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ROMA -  Sono oltre 150 gli enti locali azzerati per infiltrazione mafiosa, oltre 200 i decreti di scioglimento. L'ultimo caso si colloca in Liguria, a Bordighera. I dati sono stati forniti da un' inchiesta del mensile  Narcomafie del gruppo Abele che, a venti anni dall'introduzione della legge che consente lo scioglimento dei consigli comunali per infiltrazione mafiosa, ne ha studiato le conseguenze.

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Lunedì, 20 Giugno 2011 15:35

Lo Sgarbi Festival su Mafia e Antimafia

MESSINA - Ai link 1 e 2 è possibile seguire gli utlimi minuti dello scandaloso intervento di Vittorio Sgarbi alla 57^ rassegna cinematografica di Taormina, venerdì 17 giugno 2011.

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ROMA - La mattinata del Taormina Film Fest di venerdì ha ospitato tre masterclass di grande appeal cinefilo festivaliero: dal regista polacco Andrzej Zulawski al regista serbo Goran Paskaljevic al Campus Taormina su L’arte e la cultura in una società senza valori, con il prof. avv. Emmanuele F.M. Emanuele e Vittorio Sgarbi, che ha dichiarato, contestato da un blogger in platea: “La mafia in Sicilia non esiste più, mi spiego: la Sicilia soffre del connubio mafia/antimafia, ha fornito il marchio d’origine, ma, dagli anni Ottanta, il ruolo dei pentiti l’ha resa meno forte, fino a sgretolarla.

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