Camorra, arrestati i figli del re dello zucchero

NAPOLI – Arrestati per concorso esterno in associazione camorristica Biagio e Franco Passarelli, figli di Dante, l’imprenditore casertano morto una decina di anni fa in circostanze poco chiare e ritenuto organico al clan dei Casalesi. Sequestrati, inoltre, beni per un valore di circa 200 milioni di euro.

L’operazione dei carabinieri del Nucleo investigativo di Caserta ha permesso di eseguire un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip di Napoli su richiesta della locale Dda, nei confronti di cinque indagati. In carcere anche la moglie di Franco Passarelli e altre due persone. I due Passarelli sono considerati dagli investigatori vicini alla fazione Schiavone del clan dei Casalesi mentre alla donna e agli altri due indagati viene contestato il furto di 25 tonnellate di zucchero sotto sequestro per agevolare il gruppo criminale. Tra i beni sequestrati alcune società tra cui la ‘Commerciale Europeà Spa, titolare del marchio ‘Kerò, famosa marca dello zucchero casertano, per un valore complessivo di circa 200 milioni di euro.

 Dante Passarelli era il ‘re dello zuccherò con la sua Ipam, srl del casertano leader nel settore in Italia. Un imprenditore per gli inquirenti legato a doppio filo con il clan dei Casalesi, morto in circostanze mai chiarite cadendo dalla terrazza senza recinzione di un suo fabbricato adiacente alla sua abitazione il 4 novembre 2004, dieci mesi prima della sentenza Spartacus I. Due dei suoi sei figli, sostengono ora i pm antimafia di Napoli, ottenendo dal gip una misura cautelare nei loro confronti, hanno ereditato non solo il suo impero economico, ma anche un «perdurante, consapevole, vantaggioso rapporto di interessi sul piano imprenditoriale e criminale» con il gruppo Schiavone.

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