Omicidio Fanella. Trovato il tesoro del ‘cassiere’ in una casa a Frosinone

 

ROMA – I carabinieri del Ros e gli uomini della squadra mobile di Roma hanno trovato il ‘tesoro’ di Silvio Fanella, il  presunto ‘cassiere’ del gruppo di Gennaro Mokbel, imprenditore romano legato alla destra condannato a 15 anni.

Fanella, ucciso ieri in un agguato sotto casa, nella zona della Camilluccia, possedeva a quanto pare un vero e proprio tesoro, tra diamanti, soldi in contanti e orologi preziosi. Gli oggetti preziosi e i soldi sono stati rinvenuti  in un sottotetto di una abitazione, in via Pofi, in provincia di Frosinone.  In particolare gli inquirenti hanno trovato 284mila dollari in contanti; 118mila euro; 34 bustine con diamanti e poi 5 orologi, di cui uno con brillanti di grande valore.

La perquisizione della casa di Fanella, in provincia di Frosinone, è stata decisa dai pm Giuseppe Cascini e Paolo Ielo, titolari dell’inchiesta sull’omicidio del cosiddetto ‘cassiere’ del gruppo di Mokbel. Gli investigatori del Ros dei carabinieri e della Squadra mobile della polizia sono al lavoro con il georadar e stanno controllando anche nel giardino della casa.

Gli inquirenti stanno vagliando la pista del mancato sequestro in virtù di quanto è stato ritrovato nella abitazione e nei pressi della casa della Camilluccia. All’attenzione di chi indaga ci sono alcune fascette di plastica, dei cerotti e una borsa. Anche delle testimonianze di vicini di casa sono all’attenzione dei pubblici ministeri. Alcuni, inoltre, avrebbero notato Fanella intrattenersi a discutere con i soggetti che poi hanno sparato e ucciso. Di fondamentale importanza per la ricostruzione di quanto avvenuto ieri sarà il racconto di Giovanni Battista Ceniti.  Il giovane 29enne, ex esponente di Casa Pound, è rimasto ferito seriamente durante la sparatoria, ed è ora ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Gemelli. Per lui  è stato adottato un provvedimento di fermo dovrà spiegare molte cose a chi indaga, non appena le sue condizioni di salute saranno migliorate.

Al momento comunque sembra, secondo gli investigatori, che l’uccisione di Fanella non sia stata un’esecuzione. Fanella sarebbe stato ucciso con alcuni colpi di pistola al petto, perché avrebbe cercato di opporsi a un tentativo di sequestro orchestrato da tre uomini, presentatisi a casa sua ieri mattina, in zona Camilluccia, vestiti da falsi finanzieri. L’obiettivo dei killer dunque, che hanno agito su commissione, era quello di rapire Fanella per farsi dire, con le buone o con le cattive, dove era stato nascosto il tesoro dell’organizzazione. Pertanto la morte di Fanella sarebbe solo la conseguenza di un tentativo di sequestro conclusosi tragicamente. 

Secondo una delle ipotesi degli investigatori forse Fanella era armato e dopo aver sparato per primo sarebbe stato disarmato e infine ferito a morte. La pistola poi sarebbe stata portata via dagli aggressori. Silvio Fanella ha tentato di fuggire ma è stato poi raggiunto nel bagno dell’abitazione e raggiunto da un colpo di pistola al petto.

Oltre ai due malviventi fuggiti a bordo della Fiat Croma, dopo l’agguato avvenuto nell’appartamento di via Gandolfi  non si esclude che ci siano altri complici. Qualcuno potrebbe aver atteso i due in fuga in via Premuda, nel quartiere Prati, e proprio per questo verranno analizzati i filmati delle telecamere della zona. 

Intanto gli investigatori stanno svolgendo accertamenti anche sul materiale rinvenuto ieri sul luogo dell’agguato come uno zainetto lasciato dagli aggressori al cui interno sono state trovate alcune dosi di cocaina oltre a fascette e nastro adesivo. Trovati anche finti documenti della Guardia di Finanza e un tesserino intestato a un maresciallo. Perizie tecniche sui bossoli repertati dalla Scientifica dovranno invece chiarire quante pistole hanno sparato nell’appartamento.

 

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