Processo Meredith. Colpo di scena. Amanda Knox e Raffaele Sollecito assolti

ULTIMORA – Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono stati assolti dopo 10 ore di camera di Consiglio dei sei giudici popolari. Dopo la lettura del Giudice, seguita in diretta dalle televisioni di tutto il mondo,  i due imputati sono scoppiati in un pianto liberatorio.  Ribaltamento quindi della sentenza di primo grado che aveva inflitto rispettivamente 25 e 26 anni ai due giovani fidanzatini. All’esterno del Tribunale la folla inferocita grida “Vergogna” per l’esito di questa sentenza giunta come una doccia fredda rispetto alle previsioni popolari.

L’unico reato contestato ad Amanda Knox è quello di calunnia nei confronti di Patrick Lumumba, il gestore del pub che inizialmente fu accusato proprio dalla giovane ragazza. Pena comunque già scontata. Ma c’è dell’altro perchè la sentenza della Corte d’assise d’appello di Perugia di fatto scagiona anche il terzo imputato Rudy Guede, il quale sta scontando nel carcere di Viterbo una condanna ormai definitiva a 16 anni e che secondo l’accusa avrebbe partecipato assieme ai due giovani all’omicidio di Meredith. L’ivoriano fu l’unico a scegliere il rito abbreviato. Condannato a 30 anni di reclusione in primo grado, la pena gli è stata ridotta a 16 in Appello quindi la definitiva condanna in Cassazione. Intanto i due ormai ex imputati potranno lasciare subito il carcere. Sollecito uscirà dal penitenziario di Terni per una destinazione sconosciuta, mentre Amanda Knox con un areo privato dovrebbe lasciare subito l’ìItalia alla volta degli Stati Uniti. Il condizionale è d’obbligo poichè sembra che la giovane ragazza abbia il passaporto scaduto.

 

PERUGIA – E’ arrivato il giorno del tanto atteso giudizio per Amanda Knox e Raffaele Sollecito. La Corte, riunita in camera di consiglio da quasi sei ore, si pronuncerà attorno alle 20.00 e quindi conosceremo l’epilogo di questa brutta storia. Questa sera due paesi oltre all’Italia attenderanno la lettura della sentenza: un’America “innocentista”, in attesa dello scoop di un Amanda innocente e un’Inghilterra “colpevolista” in attesa invece di giustizia per una studentessa di 22 anni morta senza una ragione.
Arline e Stephanie Kercher, rispettivamente madre e sorella di Meredith, si dicono giustamente allibite per tutto il tam tam mediatico di questi giorni, soprattutto rispetto alla possibile assoluzione dei due imputati. La situazione infatti probabilmente richiederebbe un maggiore silenzio e rispetto in attesa della sentenza dei giudici.  
L’attesa avviene invece in una Perugia letteralmente invasa, da due giorni, da giornalisti (400 gli accreditati), fotografi, teleoperatori, pulmini e antenne satellitari, una situazione totalmente insolita ed anomala per una città tranquilla e a volte anche un po’ impigrita come Perugia, portata forzatamente agli onori delle cronache per uno degli omicidi tra i più inspiegabili. Perugia al centro di un circo mediatico internazionale, che tuttavia poco smuove i perugini, forse per pudore e rispetto o forse perché stanchi anche dell’assurdo clamore legato ad una vicenda di fatto tremenda, che peraltro ha avuto come conseguenza una drastica riduzione di iscrizione di studenti stranieri (soprattutto inglesi) nella rinomata Università.

Una vicenda che con il tempo si è trasformata sempre più in una sorta di telenovela, dove l’unica vera protagonista è stata sempre e solo lei la bella Amanda, “l’adorata figlia” americana (copyright Foxnews), vera e propria star in patria, la cui storia oltreoceano fa ascolti altissimi, al punto che alcuni network pagherebbero cifre strabilianti per la sua prima intervista e di cui l’America invoca oggi a gran voce la liberazione.
A quasi due anni dalla sentenza di primo grado, tuttavia questa drammatica vicenda potrebbe letteralmente capovolgersi, compiere una sterzata violenta, una vera e propria inversione. Tutte le certezze del primo grado, già incrinate dal processo di appello, potrebbero essere completamente smantellate. Allora verrebbe meno “l’omicidio erotico, sessuale e violento” e “immotivato” o perlomeno motivato da “futili motivi”, Rudy rimarrebbe il solo ed  unico colpevole (condannato in via definitiva a 16 anni), e tutte quelle prove, quelle sicurezze scientifiche che erano risultate così solide per sostenere il quadro accusatorio, al punto da costruirci sopra una condanna, definitivamente smontate. Dal canto loro i pubblici ministeri Giuliano Mignini e Manuela Comodi continuano a giudicare la perizia disposta dalla corte d’appello “una imbarazzante performance… di una assoluta inadeguatezza”, mentre i due giovani Amanda e Raffaele nutrono speranze per il loro futuro “un nuovo futuro, che penso meritiamo” ha detto Sollecito nella sua dichiarazione spontanea.

Nel frattempo secondo le considerazioni di Francesco Padrini, psicofisionomo e psicoterapeuta che ha analizzato le espressioni dei due giovani durante le dichiarazioni spontanee ai giudici della Corte d’assise d’appello di Perugia, i due giovani risultano molto cambiati. Due ragazzi che “non hanno la fisionomia di chi può commettere un atto criminale”. Amanda Knox “più matura rispetto al passato e con un’evidente rabbiosità, ma ben contenuta…..meno seduttiva e più strutturata”. Sollecito “riflessivo e disilluso, poco aperto alla speranza”. Lui stesso ha parlato però di speranza nella sua dichiarazione anche se poi confidandosi con i suoi difensori ha anche dichiarato di temere “che la giustizia sbagli di nuovo” pur rimanendo fiducioso. I due mantengono comunque “tratti delicati e armonici, non tipici delle persone violente o con tendenze criminali che, invece, presentano scomposizioni, anche piccole, del viso ed evidenti asimmetria”, conclude Padrini sottolineando, però, che anche le tendenze innate possono essere sovvertite in determinate situazioni. Insomma viene da aggiungere che una bella fisionomia può aiutare sicuramente! Intanto in questa attesa pomeridiana la Knox ha incontrato l’onorevole Rocco Girlanda (Pdl), per circa una decina di minuti nella sala riservata ai colloqui con gli avvocati. Girlanda ha dichiarato di averla trovata tranquilla, sicuramente meno agitata rispetto all’attesa della sentenza di primo grado, ma soprattutto dispiaciuta perchè avrebbe voluto dire “qualcosa di più” nelle sue dichiarazioni spontanee di stamani davanti alla Corte. Al momento pare stia trascorrendo queste ore cantando e suonando nella cappella del carcere.

Dallo scalo umbro intanto vengono smentite le voci che parlano di un jet privato che dovrebbe portare Amanda negli Stati Uniti in caso di assoluzione. Non resta che attendere le 20.00 di questa sera quando la Corte d’assise d’appello di Perugia emetterà il suo verdetto, per mettere un punto a questa tragedia anche “mediatica”.

Rita Salvadei

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