Venerdì, 29 Marzo 2013 17:49

Ogni grillo grilla a sé. Vogliono riconsegnare l'Italia a Berlusconi

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ROMA - Vito Crimi e Roberta Lombardi, rispettivamente presidente di Senato e Camera hanno terminato la consultazione dal Capo di Stato. Di novità non c'è nulla. Anzi, il loro no a governi politici o pseudo tecnici è stato riconfermato per l'ennesima volta. Insomma, arrivati in questo vicolo stretto e senza via d'uscita sarebbe opportuno  tornare alle urne, con tutti i carichi di responsabilità che questa volta lasciamo volentieri ai grillini, i 'portatori della verità assoluta'.


Tanto, nonostante le molteplici apertura del PD i grillini non cambieranno mai idea su nulla. Non hanno capito che l'ombra del Pdl incombe ancora sul panorama politico italiano.

Sono troppo sicuri di sè, troppo presuntuosi per abbassare la cresta. Rispecchiano perfettamente quel vecchio proverbio che recita: "Ogni grillo grilla a sé, a proposito di chi chiacchiera a vuoto o di chi trae da sé stesso i motivi della propria contentezza".
Infatti  l'unica cosa che i grillini grillano è il solito ritornello, ovvero quello di formare un governo 5 Stelle, perchè loro non si fidano di nessuno. Ma proprio di nessuno. L'incognita è con quale maggioranza il M5S otterrebbe l'improbabile fiducia.  Possibile che i grillini si rifiutino di appoggiare un governo Pd, mentre il Pd dovrebbe farlo incondizionatamente? Sono forse più bravi, belli e intelligenti degli altri? Può darsi, anche se alla luce dei fatti la risposta avrebbe bisogno di una lunga riflessione.
Sta di fatto che dare la fiducia non è per sempre, come recita il  rito matrimoniale. Si può dare e poi eventualmente togliere.

Di certo come bravi soldatini i grillini eseguono sempre tutti gli ordini che gli vengono impartiti, tant'è che qualcuno azzarda l'ipotesi che dietro di loro ci sia qualche burattinaio che tira i fili del movimento con chissà quale oscuro obiettivo.
Ma c'è dell'altro che fa davvero inquietare. Durante la conferenza stampa qualcuno chiede ai due esponenti del M5S chi sarebbe il loro premier in caso Napolitano gli concedesse l'opportunità di formare un governo.
Il nome non c'è, ovvero non lo sanno neppure i diretti interessati.  "Il nome del candidato per la filosofia del movimento 5 Stelle non è essenziale, è il progetto che conta", tuona la Lombardi. Risponde proprio così e non è uno scherzo di pessimo gusto. Insomma siamo nella fantapolitica, vogliono formare un governo, ma non sanno neppure chi potrebbe essere il papabile presidente del Consiglio, la quarta carica dello Stato, mica bruscolini. Chissà, forse quando avranno le idee più chiare  sarà troppo tardi, perchè l'Italia sta affondando e gli italiani non hanno tutto questo tempo da perdere.

Ultima modifica il Venerdì, 29 Marzo 2013 17:51
Alessandro Ambrosin

direttore responsabile

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