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ROMA - Letta cerca di recuperare sul piano della concretezza, dopo tutte le chiacchiere che il Governo è stato costretto a mettere in campo sulla questione Berlusconi: "Si è perso troppo tempo" a causa delle fibrillazioni politiche nella maggioranza, "ora bisogna procedere a ritmi serrati e recuperare il tempo perduto". Spiega, Enrico Letta, rivolgendosi ai segretari di Cgil, Cisl e Uil, ricevuti a Palazzo Chigi.

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ROMA - Superata la crisi, ora il destino del governo Letta passa per la legge di stabilità, e da questo punto di vista è cruciale l’incontro con i sindacati a Palazzo Chigi. Il prossimo anno il taglio del cuneo fiscale potrebbe ammontare a 4-5 miliardi di euro, somma che includerebbe gli interventi di alleggerimento per le imprese e per i lavoratori.

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ROMA - Non dire quattro se non ce l'hai nel sacco", Un vecchio adagio di cui Enrico Letta avrebbe fato bene a ricordarsi. Si racconta che una persona anziana stava donando dei pani ad un monaco che faceva la questua.Li contava e li infilava in un sacco: Uno e infila nel sacco, due, tre , quattro che però gli cade a terra. ,passa un cane e se lo porta  via.

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Giovedì, 03 Ottobre 2013 15:18

La cattedrale di Enrico Letta

ROMA - Per quanto con Berlusconi sia sempre incauto pronunciare la parola fine, una cosa è certa: ieri, nelle Aule parlamentari, è stato definitivamente sconfitto un progetto politico, quello del PDL, che in realtà non è mai nato né ha mai appassionato nessuno, a cominciare da Berlusconi e dai suoi più stretti collaboratori. Il PDL, infatti, se ben ricordate, nacque nel novembre del 2007 sul predellino di una Mercedes in piazza San Babila, a Milano, come risposta alla nascita, nell’ottobre dello stesso anno, del PD veltroniano.

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Mercoledì, 02 Ottobre 2013 18:18

La fiducia a Letta e il trasformismo redivido

ROMA - I tempi in cui viviamo continuano a dar molto spazio al trasformismo di cui la storia dell’Italia postunitaria ha dato grandi esempi fin dagli anni Settanta dell’Ottocento, poco dopo che con qualche indubbio miracolo dell’ultimo momento un paese incerto e diviso aveva raggiunto l’unità. Ora il basso livello della nostra classe politica favorisce la forte ripresa del fenomeno che, secondo l’intuizione di Antonio Gramsci ” di fronte all’allargamento della maggioranza guidata da Antonio Depretis, il trasformismo appare come il mutamento del partito di centro, inteso a dar maggior forza all’azione del governo, nell’azione della maggioranza di centro per tenere in piedi la quale si logora l’azione del governo”.

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ROMA - Il Senato vota la fiducia richiesta dal premier Letta.  Questo è un dato certo. I voti sono tanti. Non solo quelli di Pd, Scelta civica e dei 23 senatori del Pdl guidati da\Alfano e dai quattro ministri che con lui si erano dissociati dalle decisioni prese dal pregiudicato di sfiduciare il governo facendo dimettere i ministri e addirittura tutti i parlamentari.

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ULTIMORA -  La fiducia è arrivata con 235 voti favorevoli e 70 contrari. Ora Letta si recherà alla Camera, per incassare la fiducia anche a Montecitorio.

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ULTIMORA -  Il Pdl si spacca. Terminata la riunione di Berlusconi a Palazzoi Grazioli. I falchi del Cavalierie non voteranno la fiducia a Letta. Cicchitto, contrariamente, voterà assieme ai ministri dissidenti la fiducia.

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Il pregiudicato non ammette discussioni. L’assemblea  con i parlamentari è un soliloquio. Nessuno azzardi pronunciar parole. Schifani e Brunetta fanno da guardiani.

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Lunedì, 30 Settembre 2013 22:47

Liberiamoci dalla logica dello sfascio

Adesso, di fronte al disastro definitivo, con il baratro della Grecia a un passo e il serio rischio che saltino tutti gli argini e crollino tutte le dighe erette faticosamente in questi anni dalla Costituzione e dal concetto di Stato di diritto; insomma adesso che la scena finale de “Il Caimano” di Moretti sembra Disneyland in confronto allo scenario da incubo che si trova a fronteggiare il Paese, persino gli editorialisti “terzisti” (ossia i berlusconiani che non hanno mai avuto il coraggio di confessare apertamente la propria fede politica) si rendono perfettamente conto che così non si può andare avanti.

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