M5S. Vauro: ‘Grillo come Berlusconi, unto da Casaleggio. Piuttosto che votarlo mi taglio le palle’

ROMA – “Cinque Stelle? È come una setta perchè una qualsiasi critica arrivi al capo c’è una reazione fanatica, ed è incredibile perchè Grillo viene dal mondo della comicità.

È come se io mi offendessi se qualcuno mi prende per il culo”. Lo dice Vauro Senesi, disegnatore del Fatto Quotidiano e Servizio Pubblico, a La Zanzara su Radio 24.  “Piuttosto di votare Grillo – aggiunge Vauro- mi farei tagliare le palle, tanto visto l’età che ho non ne faccio un grande uso. Non sopporto più i salvatori della patria, questi illuminati unti dal signore come Berlusconi, o da Casaleggio o da Gaia, come Grillo. Dice che vuole prendere il cento per cento- dice ancora  Vauro- ovviamente meno uno che sarò io. È una grande cazzata, una roba che fa cascare le palle. Quando i partiti non esistono più la storia ci ha insegnato qualcosa su chi ha voluto abolire i partiti. Questa roba del 100 per cento prima di essere una minaccia è una grande cazzata. Io rivendico il diritto alla
cazzata, ma non mi candido a rappresentare tutto il Paese ma solo me stesso.

Poi Vauro attacca ancora il Movimento Cinque Stelle: «Grillo e Casaleggio sono due signori che pretendono obbedienza zelante di un movimento di cui sono proprietari. Unica cosa positiva è che ho visto una pletora di persone nuove e giovani, anche se ci sono tantissimi giovani coglioni. Sembrano votati all’obbedienza, non parlano con i giornalisti, parlano solo i capigruppo. Ma la disobbedienza è un valore, quando ci sono delle norme o regolamenti che non è giusto rispettare non si rispettano. Dai deputati sento dire solo queste sono le regole e noi rispettiamo le regole del movimento».  «Un’altra grande cazzata di Grillo- prosegue Vauro- è volersi fare intervistare solo dai giornalisti stranieri. Non ci vuole Grillo per scoprire il servilismo della carta stampata italiana, ma facendo così non si cambia nulla».  «Io ho votato Ingroia- conclude Vauro- voto sempre per i perdenti. Molti invece sono saltati sul carro di Grillo, persino Lapo Elkann. Ma quando punti al cento per cento vuol dire che tu non hai un cazzo da dire. Gli interessi dei disoccupati non sono gli stessi dei padroni e dei manager della Fiat, e non credo siano conciliabili».

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