Sabato, 08 Novembre 2014 10:45

Messico. Studenti scomparsi, parla il procuratore generale: “uccisi e bruciati” dai narcos

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CITTA' DEL MESSICO - Sono stati uccisi e bruciati i 43 ragazzi scomparsi in Messico, a rivelarlo il procuratore generale, Jesus Murillo Karam. “Sono conscio dell'enorme dolore che produce questa notizia", ha detto Murillo, sottolineando che formalmente gli studenti saranno considerati "desaparecidos” finché non si potranno identificare i loro resti.

Una morte atroce e brutale quella di cui parla il procuratore. Alcuni di loro sarebbero stati bruciati ancora vivi in una discarica della vicina località di Colula dai sicari del gruppo narco Guerreros Unidos,  dopo averli uccisi, i sicari narcos hanno ricevuto l'ordine di spezzettare le ossa delle loro vittime, per fare sparire ogni traccia della strage. Una settimana fa sono stati arrestati tre uomini dalla gendarmeria, e sono stati proprio loro a confessare le atrocità commesse sugli studenti. José Luis Abarca, sindaco di Iguala, sarebbe il mandante della strage insieme alla moglie, Angeles Pineda Villa, e al suo responsabile della sicurezza pubblica, tuttora latitante.

Murillo ha anche  spiegato che i tre sicari - Patricio Retes, detto El Pato; Juan Osorio, detto El Jona e Agustin Garcia Reyes, detto El Chereje - hanno raccontato di aver preso in consegna gli studenti e averli portati alla vicina località di Cocula.  Circa 15 studenti sarebbero morti per asfissia prima di arrivare alla discarica di rifiuti di Cocula. "I detenuti hanno detto che è lì che hanno ucciso quelli che erano sopravvissuti, e hanno buttato i corpi nella parte bassa della discarica, dove li hanno bruciati. Hanno fatto turni di guardia per assicurarsi che il fuoco bruciasse per ore, versandoci sopra combustibile, pneumatici e altri oggetti", ha detto il procuratore, sottolineando che alcuni studenti erano ancora vivi quando è stato dato loro fuoco. I sicari hanno dovuto aspettare la sera del 27 settembre per rimuovere le ceneri, spezzare i resti delle ossa e versarli in buste nere di plastica per la spazzatura, che hanno poi gettato nel vicino fiume San Juan, dove sono state ritrovate da sommozzatori della polizia.
Infine Murillo ha aggiunto che a causa dello stato in cui si trovano i resti dei studenti uccisi, che rende difficile la loro identificazione, saranno inviati a un laboratorio specializzato in Austria per analizzare le tracce di Dna.  

Per i genitori degli studenti non vi è la certezza rispetto a quanto raccontato dal procuratore e hanno detto di volere delle prove. “In quanto genitori degli studenti, non accettiamo quanto ha detto il procuratore, perché tra l'altro lui stesso dice di non avere la certezza che sia la verità". La promessa del presidente Enrique Pena Nieto di garantire la giustizia, sostengono, non è stata ancora onorata.

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