Mercoledì, 18 Maggio 2016 22:01

Altro duro colpo all’ex presidente argentina Cristina Kirchner

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Denunciata per mancanza di titolo

BUENOS AIRES - “Cristina non è un avvocato, e non ne ha il titolo”, insiste il suo denunciate, un avvocato di Corrientes che ha portato il caso davanti alla Giustizia. Duranti gli otto anni del suo mandato, i “rumors” non si sono mai attenuati sulla presunta falsificazione del suo titolo di avvocato. Forse neanche esiste.

L’avvocato Ernesto Reggi, vuole vederci chiaro e dichiara ad una radio (AM 950 Belgrano) di essere stufo di ascoltare menzogne. “Da molto tempo si racconta che Cristina sia stata un’avvocato di successo, però non l’ho mai sentita usare una terminologia propria del diritto”, afferma Reggi.

Per pura fatalità, la nuova denuncia, è andata a carico del giudice Claudio Bonadio, lo stesso che l’ha processata per il “dolar futuro” alla quale Cristina ha fatto appello.

L’accusa non è sulla professione della ex presidente, ma per il danno economico recato all’amministrazione publica in quanto, essendo un funzionario pubblico, ha diritto ad un maggiore stipendio proprio in funzione del titolo. 

“Nel 2007 un giornalista aveva già effettuato la stessa denuncia ma cadde nelle mani di un giudice (Norberto Oyarbide) molto discusso per il suo operato poco trasparente.

Il giudice chiese informazioni all’Università che rispose affermando che era avvocata ma senza apporre alcuna firma o timbro ufficiale sul documento. Con questo semplice foglio di carta, il giudice archiviò”, sostiene Reggi.

D’accordo con la versione dell’avvocato, “secondo gli antecedenti universitari, Cristina frequentò solo due anni giurisprudenza, dal 1974 al 1976, quando andò al sud con Nestor. Cristina non si è mai laureata e non ha mai esercitato.

Non figura in nessun collegio di avvocati. Hanno fatto circolare la voce che entrò all’Università nel 1972”.

Raggi, per concludere, ha tenuto a precisare di non essere un militante politico né un macrista. “Non ho alcun dubbio riguardo alla mia denuncia. Bisogna aspettare la fine delle indagini”.

Roberto Simeone

Corrispondente da Buenos Aires

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